Per l'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani è necessario correggere gli aspetti della Legge 55/2024 che non hanno funzionato, ma non di riscrivere una norma appena approvata né di creare educatori di serie A e di serie B.
«Ogni volta che si dice didattica inclusiva è come se l’inclusione fosse una categoria a parte, qualcosa di speciale. In realtà staremo anche confermando che le altre lezioni, quelle considerate “normali”, qualcuno lo hanno lasciato fuori.
I presunti maltrattamenti e l'esercizio abusivo della professione infermieristica in Anffas Modica, riportano al centro il tema di come prevenire gli abusi nei servizi rivolti a persone fragili e come le organizzazioni possono intercettare i segnali di rischio
Dopo l'inchiesta della Procura di Ragusa sul centro diurno Anffas di Modica, il presidente di Anffas Sicilia Antonio Costanza parla a Sanità Informazione: "Se i fatti saranno confermati, tradiscono l'essenza stessa della nostra associazione".
"DIRITTI CHE DIVENTANO REALTÀ. Sostegni, autodeterminazione e inclusione per una nuova stagione europea” Titolo della rivista dedicata ai temi, alle testimonianze e alle proposte emerse dalla conferenza europea a Vicenza (maggio 2026).
Le norme che regolano la redazione del Progetto di Vita hanno inserito, e con un ruolo di primo piano, la parola “Desideri”: con molte conseguenze, ancora da esplorare.
"Nel lavoro del Centro Antidiscriminazione abbiamo assistito a diritti negati non per mancanza di norme, ma per assenza di volontà, di competenze, di sensibilità istituzionale."
Il volume di Alberto Fontana e Laura Abet raccoglie dieci anni di casi del Centro Antidiscriminazione della LEDHA: l'inclusione scolastica è il capitolo più frequente.
L’inclusione scolastica non si ferma tra i banchi di scuola, ma trova la sua massima espressione quando il mondo dell’istruzione incontra le realtà del territorio. È quanto sta accadendo in provincia di Varese
Non abbiamo bisogno soltanto di più servizi per la disabilità, ma di una società più capace di riconoscere l’umano nelle sue diverse forme. E la sfida del futuro è costruire comunità dove nessuno venga percepito come fuori posto.
«Quando nasce un bambino con disabilità – scrivono gli Autorappresentanti con disabilità dell’ANFFAS Nordmilano – ci si preoccupa giustamente di quello di cui ha bisogno. Quando diventa adulto, ci si preoccupa del suo futuro.
Restituire alla persona con deficit il diritto di essere vista, non come qualcuno che riceve aiuto, ma come una persona capace di desiderare, scegliere, amare, costruire relazioni e vivere pienamente la propria corporeità»
La Lombardia riordina in un Testo unico tutte le norme relative alla disabilità, ma non tiene conto della riforma disegnata a livello nazionale dalla legge delega 227 e dal decreto legislativo 62.
Recenti dichiarazioni favorevoli alle classi distinte in base al merito e al rendimento, riportano al centro del dibattito pubblico un tema che riguarda, il modello di scuola che il nostro paese ha scelto di costruire a partire dagli anni Settanta
L’introduzione della parola “disabilità” nell’articolo 38 della Costituzione non cancella problemi, non risolve automaticamente le disuguaglianze e non elimina le barriere che ancora oggi molte persone incontrano nella vita quotidiana.
Seconda parte del focus group organizzato per esplorare le prospettive attuative della riforma in atto riguardo l’adozione del Progetto di Vita come elemento regolatore dei sostegni di welfare sociale in favore delle persone con disabilità.
«Bisogna iniziare a leggere le difficoltà come il risultato dell’incontro tra persone e contesti progettati in modo inadeguato, occorre mettere insieme competenze, esperienze e differenze per generare ambienti universali.
«Nel mondo della disabilità – scrive Elena Malagoli -, al dì là di un immaginario edulcorato, esistono anche persone che sono oltre la soglia di un incontro facile. Persone con corpi, esigenze e comportamenti “non addomesticabili”.
I SAL possono essere una risposta all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità solo se sono orientati al lavoro vero, se dialogano con il collocamento mirato, se accompagnano anche le imprese, se misurano i risultati .....
Speziale (Anffas): "Si passa da un approccio basato sulla protezione e sull'assistenza a un sistema fondato sui diritti umani e sulla centralità della persona"