Il nuovo Decreto Scuola prevede l'addio all'obbligo di riscrittura e ridefinizione integrale annuale del PEI (Piano Educativo Individualizzato) per gli alunni con disabilità già frequentanti, introducendo un aggiornamento strutturale solo "al bisogno".
«Il senso più profondo del progetto di vita per le persone con disabilità non è progettare una vita per qualcuno, ma creare insieme le condizioni perché ciascuno possa progettare la propria»
La disabilità non mette alla prova soltanto la persona o la sua famiglia. La domanda più importante non è quanto una famiglia riesca a sopportare, ma quanto una società sia disposta a fare affinché una famiglia non debba sopportare tutto da sola.
Quando ci si rapporta al tema della disabilità, si fronteggiano tuttora, sostanzialmente, due modelli, quello “medico” e quello “sociale”. Ciò deriva, in larga misura, dal fatto che la disabilità è il risultato dell’interazione tra due fattori.
La lettera della FISH al Governo, per l’istituzione di un Fondo Unico Nazionale per i Progetti di Vita individuali, personalizzati e partecipati delle persone con disabilità e il messaggio ai leader dell'opposizione. Ne parliamo con il Presidente della FISH Falabella
Il Progetto di Vita – scrive Maria Rosaria Duraccio – ha una storia lunga, plurale e, soprattutto, costruita anche dalle persone con disabilità e dalle loro organizzazioni. Una storia da raccontare nella sua interezza.
Dietro un bastone bianco, una carrozzina, un modo diverso di camminare o una disabilità complessa – scrive Laura Tessari – c’è sempre una persona che magari non vuole essere compatita, né ammirata
Il Testo Unico Regionale sulla disabilità approvato qualche mese fa in Lombardia, sembra riaprire la questione del rapporto tra la norma della Lombardia stessa e il Decreto 62/24, applicativo della Legge Nazionale 227/21.
Un'altra tragedia. Un'altra famiglia. Tanti scrivono, pubblicano. C'è incredulità e c'è sgomento. Non riesco ad esimermi da questo rito collettivo. In quanto madre caregiver, donna e cittadina europea, come potrei?
«Dare per scontato che qualcuno non sappia fare qualcosa – scrive Fabrizia Rondelli – è il più grosso errore che si possa fare nella vita di una persona e a maggior ragione nella vita di una persona autistica.
Per l'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani è necessario correggere gli aspetti della Legge 55/2024 che non hanno funzionato, ma non di riscrivere una norma appena approvata né di creare educatori di serie A e di serie B.
«Ogni volta che si dice didattica inclusiva è come se l’inclusione fosse una categoria a parte, qualcosa di speciale. In realtà staremo anche confermando che le altre lezioni, quelle considerate “normali”, qualcuno lo hanno lasciato fuori.
I presunti maltrattamenti e l'esercizio abusivo della professione infermieristica in Anffas Modica, riportano al centro il tema di come prevenire gli abusi nei servizi rivolti a persone fragili e come le organizzazioni possono intercettare i segnali di rischio
Dopo l'inchiesta della Procura di Ragusa sul centro diurno Anffas di Modica, il presidente di Anffas Sicilia Antonio Costanza parla a Sanità Informazione: "Se i fatti saranno confermati, tradiscono l'essenza stessa della nostra associazione".
"DIRITTI CHE DIVENTANO REALTÀ. Sostegni, autodeterminazione e inclusione per una nuova stagione europea” Titolo della rivista dedicata ai temi, alle testimonianze e alle proposte emerse dalla conferenza europea a Vicenza (maggio 2026).
Le norme che regolano la redazione del Progetto di Vita hanno inserito, e con un ruolo di primo piano, la parola “Desideri”: con molte conseguenze, ancora da esplorare.
"Nel lavoro del Centro Antidiscriminazione abbiamo assistito a diritti negati non per mancanza di norme, ma per assenza di volontà, di competenze, di sensibilità istituzionale."
Il volume di Alberto Fontana e Laura Abet raccoglie dieci anni di casi del Centro Antidiscriminazione della LEDHA: l'inclusione scolastica è il capitolo più frequente.
L’inclusione scolastica non si ferma tra i banchi di scuola, ma trova la sua massima espressione quando il mondo dell’istruzione incontra le realtà del territorio. È quanto sta accadendo in provincia di Varese
Non abbiamo bisogno soltanto di più servizi per la disabilità, ma di una società più capace di riconoscere l’umano nelle sue diverse forme. E la sfida del futuro è costruire comunità dove nessuno venga percepito come fuori posto.