Lombardia APS è un organismo regionale con compiti di coordinamento e rappresentanza politica associativa. E' costituita da 29 associazioni locali socie, autonome dal punto di vista giuridico, patrimoniale e gestionale. Le associazioni locali aggregano a loro volta, oltre 3000 soci.
Il volume di Alberto Fontana e Laura Abet raccoglie dieci anni di casi del Centro Antidiscriminazione della LEDHA: l'inclusione scolastica è il capitolo più frequente.
L’inclusione scolastica non si ferma tra i banchi di scuola, ma trova la sua massima espressione quando il mondo dell’istruzione incontra le realtà del territorio. È quanto sta accadendo in provincia di Varese
Non abbiamo bisogno soltanto di più servizi per la disabilità, ma di una società più capace di riconoscere l’umano nelle sue diverse forme. E la sfida del futuro è costruire comunità dove nessuno venga percepito come fuori posto.
«Quando nasce un bambino con disabilità – scrivono gli Autorappresentanti con disabilità dell’ANFFAS Nordmilano – ci si preoccupa giustamente di quello di cui ha bisogno. Quando diventa adulto, ci si preoccupa del suo futuro.
Restituire alla persona con deficit il diritto di essere vista, non come qualcuno che riceve aiuto, ma come una persona capace di desiderare, scegliere, amare, costruire relazioni e vivere pienamente la propria corporeità»
La Lombardia riordina in un Testo unico tutte le norme relative alla disabilità, ma non tiene conto della riforma disegnata a livello nazionale dalla legge delega 227 e dal decreto legislativo 62.
Recenti dichiarazioni favorevoli alle classi distinte in base al merito e al rendimento, riportano al centro del dibattito pubblico un tema che riguarda, il modello di scuola che il nostro paese ha scelto di costruire a partire dagli anni Settanta
L’introduzione della parola “disabilità” nell’articolo 38 della Costituzione non cancella problemi, non risolve automaticamente le disuguaglianze e non elimina le barriere che ancora oggi molte persone incontrano nella vita quotidiana.
Seconda parte del focus group organizzato per esplorare le prospettive attuative della riforma in atto riguardo l’adozione del Progetto di Vita come elemento regolatore dei sostegni di welfare sociale in favore delle persone con disabilità.
«Bisogna iniziare a leggere le difficoltà come il risultato dell’incontro tra persone e contesti progettati in modo inadeguato, occorre mettere insieme competenze, esperienze e differenze per generare ambienti universali.
«Nel mondo della disabilità – scrive Elena Malagoli -, al dì là di un immaginario edulcorato, esistono anche persone che sono oltre la soglia di un incontro facile. Persone con corpi, esigenze e comportamenti “non addomesticabili”.
I SAL possono essere una risposta all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità solo se sono orientati al lavoro vero, se dialogano con il collocamento mirato, se accompagnano anche le imprese, se misurano i risultati .....
Speziale (Anffas): "Si passa da un approccio basato sulla protezione e sull'assistenza a un sistema fondato sui diritti umani e sulla centralità della persona"
Gianfranco Salbini, presidente nazionale di Aipd, commenta la storia rivelata dagli influencer Jesse e Ashleynelle: l’interruzione della gravidanza dopo aver saputo dell’altra probabilità che il figlio o la figlia avesse la sindrome di Down
1. Il viaggio della mente che invecchia | 2. Longevità in pratica: adattamenti che migliorano la vita | 3. Quando la memoria si fa fragile: come restare accanto | 4. Il potere delle relazioni nelle sfide dell'invecchiamento.
Esiti del focus group organizzato per esplorare le prospettive attuative della riforma in atto riguardo l’adozione del Progetto di Vita come elemento regolatore dei sostegni di welfare sociale in favore delle persone con disabilità.
Il cuore della Riforma in favore delle persone con disabilità è la valutazione multidimensionale, passaggio chiave che conduce alla costruzione del Progetto di Vita individualizzato e partecipato.
La difficoltà a trovare educatori professionali non è dovuta alla loro rarità, ma al fatto che sempre più professionisti scelgono di abbandonare il lavoro sociale.
Se non agiamo con urgenza, non sarà solo una professione a scomparire: sarà un pezzo di società civile a cedere. Ma cosa possiamo fare, oltre a lanciare l'allarme?
Tramite una recente Sentenza, la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un annoso problema di conflitto giurisdizionale tra TAR e Tribunali Civili, riguardo ai ricorsi relativi all’attribuzione del numero di ore di sostegno.