Lombardia APS è un organismo regionale con compiti di coordinamento e rappresentanza politica associativa. E' costituita da 29 associazioni locali socie, autonome dal punto di vista giuridico, patrimoniale e gestionale. Le associazioni locali aggregano a loro volta, oltre 3000 soci.
L’esperienza del Centro per la Vita Indipendente Polaris, appartenente alla Rete Bresciana CVI, che ha scelto di integrare stabilmente una consulente alla pari nell’équipe, l’articolo racconta le ragioni di questa scelta.
L'esperienza del CVI Brescia Est. Un contributo di Maria Merigo, coop. Il Gabbiano; Valeria Mezzadra, coop. La Rondine; Paola Olivares, coop. La Nuvola nel Sacco; Stefania Piardi, ASC Brescia Est
Affinché il riconoscimento dei Caregiver familiari incida concretamente sulla loro quotidianità, deve tradursi in tutele esigibili, risorse adeguate e servizi capaci di accompagnare le persone e le famiglie lungo tutto il percorso di vita.
Una quotidianità fatta di lavoro, relazioni, sport, musica, comunicazione e volontariato, ma quando chiede di partecipare a un incontro per single si sente rispondere che le persone con disabilità non sono ammesse, senza alcuna spiegazione sul perché.
Forse l’inclusione comincia proprio quando smettiamo di considerarla soltanto come qualcosa che dobbiamo fare per qualcun altro e iniziamo a riconoscerla come una responsabilità che riguarda tutti noi
Cosa impedisce, rallenta lo sviluppo di un sistema di welfare che permetta alle persone con disabilità di vivere una vita con risorse e possibilità di scelta anche solo lontanamente paragonabili a quelle del resto della popolazione?
Chi affianca famiglie e rete educativa? Dobbiamo farci quaesta domanda se vogliamo che la riforma sulla disabilità e la costruzione del Progetto di Vita possano essere qualcosa di più di un adempimento burocratico
Il successo della Legge 112/16 sul “Dopo di Noi” si misura nella possibilità di scegliere dove e con chi vivere, nella qualità dei sostegni, nella continuità delle relazioni e nella serenità di una famiglia che finalmente intravede un futuro affidabile.
Riteniamo doveroso tornare ad intervenire congiuntamente per ribadire e chiarire ulteriormente alcuni aspetti di non poco rilievo per il futuro dei nostri figli e per la qualità del sistema inclusivo del nostro Paese
Prendere decisioni “con” le persone con disabilità come prescritto dalla Convenzione ONU, significa prendere concretamente parte alla definizione delle decisioni stesse. Doverlo ricordare vent’anni dopo la Convenzione, ci rammarica profondamente
In vista del processo di revisione dei criteri di accreditamento e funzionamento delle Unità di Offerta per le persone con disabilità, un contributo di Marco Bollani sulle possibili traiettorie di cambiamento dei servizi.
Cosa insegna l’esperienza della DGR 7504 sull’autismo in Lombardia. Un contributo di Celestina Elvira Del Carro,coordinatrice presso una Cooperativa sociale, Laura Della Bassa, educatrice professionale, Riccardo Morelli, assistente sociale coordinatore
Nel nuovo Decreto Scuola vi sarebbe l’addio all’obbligo di riscrittura e ridefinizione integrale annuale del PEI per gli alunni con disabilità già frequentanti, introducendo un aggiornamento strutturale solo “al bisogno”
Il nuovo Decreto Scuola prevede l'addio all'obbligo di riscrittura e ridefinizione integrale annuale del PEI (Piano Educativo Individualizzato) per gli alunni con disabilità già frequentanti, introducendo un aggiornamento strutturale solo "al bisogno".
«Il senso più profondo del progetto di vita per le persone con disabilità non è progettare una vita per qualcuno, ma creare insieme le condizioni perché ciascuno possa progettare la propria»
La disabilità non mette alla prova soltanto la persona o la sua famiglia. La domanda più importante non è quanto una famiglia riesca a sopportare, ma quanto una società sia disposta a fare affinché una famiglia non debba sopportare tutto da sola.
Quando ci si rapporta al tema della disabilità, si fronteggiano tuttora, sostanzialmente, due modelli, quello “medico” e quello “sociale”. Ciò deriva, in larga misura, dal fatto che la disabilità è il risultato dell’interazione tra due fattori.
La lettera della FISH al Governo, per l’istituzione di un Fondo Unico Nazionale per i Progetti di Vita individuali, personalizzati e partecipati delle persone con disabilità e il messaggio ai leader dell'opposizione. Ne parliamo con il Presidente della FISH Falabella
Il Progetto di Vita – scrive Maria Rosaria Duraccio – ha una storia lunga, plurale e, soprattutto, costruita anche dalle persone con disabilità e dalle loro organizzazioni. Una storia da raccontare nella sua interezza.
Dietro un bastone bianco, una carrozzina, un modo diverso di camminare o una disabilità complessa – scrive Laura Tessari – c’è sempre una persona che magari non vuole essere compatita, né ammirata