… e continuiamo a trattare male le persone con disabilità

Tratto da 

di Giovanni Merlo

Una riflessione a seguito della lettura "Disabilità e discriminazione. Conoscere, riconoscere e agire". Un libro che punta a far conoscere e riconoscere la discriminazione quotidiana di cui sono vittima le persone con disabilità

La cronaca e l’attenzione pubblica si risveglia solo in alcune situazioni, particolarmente gravi: quando le persone con disabilità sono vittime di violenza (in famiglia e soprattutto nei servizi residenziali) oppure vivono in condizioni di abbandono, tali da poter essere definite -con il linguaggio dei diritti umani- “inumani e degradadanti”. 

Tutti però sanno -più o meno consapevolmente- che gran parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie vivono condizioni di fatica, disagio e spesso di solitudine e isolamento: l’esperienza e la pecezione personale corrisponde ai dati statistici che ci confermano come la disabilità comporti maggiori difficoltà a scuola, nel lavoro come nella vita familiare, sociale e di relazione. 

Tutto questo però non fa notizia perché è purtroppo considerato “normale” e in qualche modo invitabile. 

Sin dal titolo ("Disabilità e discriminazione") il libro di Laura Abet e Alberto Fontana parla della vita delle persone con disabilità da un altro punto di vista e in modo diverso. 

Utilizzando come lente il lavoro del Centro Antidiscriminazione “Franco Bomprezzi”, la trama di questo saggio illustra in modo chiaro e concreto i tanti e diversi modi in cui le persone con disabilità vengono trattate male. Maltrattamenti che senza l’azione associativa a tutela dei loro diritti sarebbero continuati nel tempo e passati inosservati. 

Qui invece il faro si accende sui danni creati alla vita delle persone dalla persistenza delle barriere architettoniche piuttosto che dal rifiuto di alcune scuole di garantire i sostegni e le opportunità necessarie o alle situazioni in cui le aziende ignorano le specifiche esigenze dei familiari caregiver: poi ancora dal costo richiesto alle persone e alle famiglie per l’assistenza, alla difficoltà di ottenere sostegni per “uscire di casa” ed ancora alle situazioni, anche di violenza, a cui devono fare fronte le ragazze e le donne con disabilità. 

Nell’opera, giustamente, si racconta di storie “che finiscono bene” come sono spesso quelle che incontrano il Centro Antidiscriminazione sulla loro strada: ma si tratta comunque di storie tristi ed emblematiche che illustrano come gran parte dei problemi e delle fatiche che le persone con disabilità incontrano nella loro vita non sono connesse alla loro compromissione o menomazione ma da condizioni di discriminazione dirette (per via di regole e atteggiamenti escludenti), indirette (anche “solo” per il mancato accesso a sostegni necessari) o di molestie. 

Situazione che hanno sia ragioni strutturali, cioè dovute all’impianto stesso delle nostre politiche di welfare e non solo, ma anche create da comportamenti e scelte discrezionali di enti ma anche di persone, spesso con incarichi di responsabilità pubblica.

L’obiettivo del libro è ambizioso è cioè quello di far conoscere e riconoscere la discriminazione quotidiane delle persone con disabilità invitando tutti ad agire per contrastarla. Come scrive Giuseppe Guzzetti, nella sua prefazione, l’auspicio è che “questo libro sia quindi una bussola: per chi governa, per chi educa, per chi lavora nel terzo settore, per chi progetta politiche e per ciascuno come cittadino”

“Disabilità e discriminazione”, di Laura Abet e Alberto Fontana, La Vita Felice (2026), 14 euro. Il libro è disponibile anche in formato ebook

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