Decreto scuola, la risposta congiunta di Anffas e Aipd

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Cari genitori,

il Ministro Valditara ha voluto indirizzare a tutti noi genitori una lettera a sua firma, per spiegare i contenuti e gli effetti del decreto dallo stesso proposto al Consiglio dei ministri. Non abbiamo motivo di dubitare sulle buone intenzioni del Ministro ma ci chiediamo se lo stesso conosce concretamente le tante, troppe traversie che le famiglie quotidianamente sono costrette ad affrontare per vedere garantito il diritto all’inclusione scolastica dei propri figli con disabilità e questo nonostante le tante leggi che ci dovrebbero tutelare. Attenuare queste tutele, ancorché motivandole con motivi legati alla “semplificazione”, porta con sé il concreto rischio di cancellare l’inclusione e bloccare i diritti dei nostri figli.

Per questo motivo riteniamo doveroso tornare ad intervenire congiuntamente per ribadire e chiarire ulteriormente alcuni aspetti di non poco rilievo per il futuro dei nostri figli e per la qualità del sistema inclusivo del nostro Paese, rivolgendoci agli stessi genitori a cui il Ministro scrive, per decostruire una narrazione che nasconde, sotto le mentite spoglie della “semplificazione burocratica”, una gravissima e unilaterale inversione di marcia sul diritto all'inclusione scolastica.

  • Il PEI non è burocrazia e non è una scartoffia scolastica. È lo strumento costituzionale e pedagogico con cui la scuola, la famiglia e i servizi sanitari progettano, anno dopo anno, l'inclusione dello studente sulla base della sua crescita e dei suoi reali cambiamenti. Considerare l’aggiornamento annuale un appesantimento burocratico significa negare la natura dinamica dello sviluppo dei bambini e dei ragazzi, riducendo l'inclusione a una pratica statica da aggiornare solo “al bisogno”.
  • Dietro la promessa di “conferma” si cela il rischio concreto di una cristallizzazione dei sostegni dettata unicamente da esigenze economiche e di bilancio dello Stato. Se le ore vengono bloccate a monte nel passaggio da un anno all'altro per “programmare al meglio gli organici”, chiedere un aumento delle ore diventerà una strada in salita per i genitori, costretti a scontrarsi con tetti di spesa rigidi e, purtroppo, a dover ricorrere nuovamente ai tribunali per vedere riconosciuti i diritti dei propri figli.
  • Sanare l'inefficienza del sistema (come la cronica carenza di personale medico delle ASL) consentendo di deliberare a ranghi ridotti non è un favore fatto alle famiglie. Al contrario, indebolisce e svaluta l'organo collegiale. Il GLO funziona se c’è unione e corresponsabilità scientifica e pedagogica. Permettere l'approvazione del PEI senza figure chiave significa spianare la strada a decisioni unilaterali della scuola, lasciando i genitori ancora più soli.

«Caro Ministro,la condivisione della responsabilità educativa non si fa tagliando i momenti di confronto obbligatori, né escludendo dal tavolo le associazioni maggiormente rappresentative, esautorate da questo provvedimento. Chiediamo a tutti i genitori di prestare la massima attenzione: di buone intenzioni è lastricata la via dell'inferno. Questa non è semplificazione, è un arretramento dei diritti che non siamo disposti ad accettare».

Le persone con disabilità e le famigliedi ANFFAS e di AIPD chiedono l'immediato ritiro o la profonda revisione di queste norme in sede di conversione del decreto e invitano le famiglie a rimanere unite al fianco delle associazioni che operano da sempre a tutela dei diritti e del futuro dei propri figli con disabilità.

Roberto Speziale
Presidente Nazionale Anffas

Gianfranco Salbini
Presidente Nazionale AIPD

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