Abusi al centro ANFFAS di Modica. FISH ETS: “Nessuno sconto per chi tradisce la fiducia delle persone con disabilità”

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La FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) esprime sconcerto per quanto sta emergendo dall’inchiesta della Procura di Ragusa sul centro diurno ANFFAS di Modica. La notizia dei due arresti domiciliari, che vedono coinvolti il presidente della struttura e un operatore, insieme alle sospensioni di altri 5 operatori e ai tredici indagati, è un’ennesima, profonda ferita inflitta ai diritti e alla dignità delle persone con disabilità.

La chiusura della struttura e le accuse formulate dagli inquirenti tratteggiano uno scenario inaccettabile. Ciò che rende questo quadro ancora più angosciante non sono soltanto le condotte violente di chi avrebbe dovuto garantire cura e protezione. È il contesto di complice omertà e pericolosa improvvisazione in cui tutto questo è avvenuto. A questo si aggiunge un altro fatto d’una gravità inaudita: la somministrazione di farmaci affidata a personale non abilitato, una prassi che ha messo a repentaglio la salute stessa degli ospiti, nel totale disinteresse delle regole e della loro sicurezza.

Come FISH, ribadiamo con forza che le persone con disabilità sono cittadini e soggetti di diritto a tutti gli effetti. Quando un luogo nato per promuovere l’inclusione e l’autonomia si trasforma in un ambiente di maltrattamenti, viene meno il patto di fiducia fondamentale tra le famiglie, le istituzioni e i servizi del territorio.

FISH ETS ripone la massima fiducia nel lavoro della Magistratura e delle Forze dell’Ordine affinché si faccia chiarezza al più presto e le responsabilità individuali vengano accertate senza sconti. Allo stesso tempo, però, non ci si può limitare ad attendere le sentenze. Questa vicenda impone una profonda riflessione e rende ormai non più rinviabile una revisione del sistema dei servizi rivolti alle persone con disabilità. Occorre rafforzare i meccanismi di vigilanza, monitoraggio e controllo, verificare con maggiore rigore le qualifiche e l’idoneità professionale di chi opera a contatto con le persone più fragili e costruire un modello fondato su responsabilità, trasparenza e tutela effettiva dei diritti. La fiducia delle persone con disabilità e delle loro famiglie si riconquista solo attraverso regole certe, controlli efficaci e una cultura della responsabilità che non ammetta alcuna tolleranza verso abusi e maltrattamenti.

La Federazione ha avviato un confronto con ANFFAS Nazionale, che ha già espresso una ferma posizione di condanna e vicinanza alle persone coinvolte e alle loro famiglie.

La FISH continua a seguire da vicino la vicenda e a fare la propria parte in ogni sede, valutando tutte le azioni necessarie per tutelare la dignità e i diritti di chi è stato vittima di questi intollerabili abusi.

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