Richiesta alla Regione Lombardia di tornare al confronto e non tradire il principio di sussidiarietà

Tratto da 

In una lettera inviata al Presidente della Regione Lombardia e a quello del Consiglio Regionale, numerose organizzazioni, tra cui anche la Federazione LEDHA, hanno espresso il proprio disappunto per il mancato coinvolgimento rispetto all’approvazione del “Testo Unico sulla disabilità”, ritenuto come «l’ultimo di una serie di episodi di mancato coinvolgimento delle realtà più attive nel campo della disabilità nei momenti di dibattito che hanno preceduto l’approvazione di altri importanti provvedimenti»

In una lettera inviata al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e al presidente del Consiglio Regionale Federico Romani, il Forum Terzo Settore Lombardia, la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità), ACI Welfare, il Coordinamento Regionale Lombardo dell’AIAS, la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e l’Uneba hanno espresso il proprio disappunto per il mancato coinvolgimento della società civile – e in particolare delle Associazioni impegnate sulla fronte della disabilità – rispetto alla recente approvazione, da parte del Consiglio Regionale della Lombardia,Testo Unico degli interventi regionali per l’inclusione sociale e la tutela delle persone con disabilità o in condizioni di fragilità per le attività di assistenza e cura, ciò che viene giudicato come un vero e proprio «tradimento del principio di sussidiarietà che contraddistingue ormai da tanti anni l’azione della Regione Lombardia nel campo sociale».

«Questa esclusione – hanno per altro sottolineato le varie organizzazioni – costituisce solo l’ultimo di una serie di episodi di mancato coinvolgimento delle realtà più attive nel campo della disabilità nei momenti di dibattito che hanno preceduto l’approvazione di altri importanti provvedimenti, quali il Piano di Azione Regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità (PAR) 2026-2028, il Piano Formativo Regionale sull’applicazione del Decreto 62/24, inviato al Ministero per le disabilità e il Monitoraggio della Legge Regionale 25/22 (Politiche di welfare sociale regionale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità). E a questo si aggiunga anche la mancata risposta alla lettera inviata sulla questione della somministrazione dei farmaci nelle Unità di Offerta».
«Non si tratta solo o tanto di mancati adempimenti formale – scrivono ancora le organizzazioni, nella lettera inviata al Presidente della regione e al Presidente del Consiglio Regionale -, giacché questa serie di provvedimenti risente in modo significativo, dal punto di vista della qualità dei contenuti, del fatto di essere stati realizzati senza un adeguato momento di confronto con le nostre realtà, che sono le più prossime alle persone con disabilità e ai loro familiari».

In tal senso, il nuovo “Testo Unico” (Legge Regionale 13/26 dell’11 giugno scorso) accorpa cinque Leggi Regionali approvate tra il 2015 e il 2022, che riguardano àmbiti centrali delle politiche per la disabilità: dal diritto alla vita indipendente all’inclusione sociale, dal sostegno ai caregiver familiari al lavoro degli assistenti familiari, fino agli interventi per la comunicazione e la sicurezza nelle strutture residenziali. «Se ci aveste interpellato – si legge nella lettera delle organizzazioni – avremmo potuto dirvi che il semplice accorpamento di cinque leggi non comporta alcun vantaggio reale alla vita delle persone con disabilità e dei loro familiari. Queste operazioni, infatti, hanno senso se, con attenzione e prudenza, si interviene su testi tra loro vicini per renderli complementari ed, eventualmente, per integrarli, al fine di rendere più facile l’accesso ai sostegni da parte delle persone. E avremmo potuto anche dirvi che un’operazione di questa natura a invarianza delle risorse economiche è priva di ogni efficacia».

L’auspicio espresso in conclusione da Forum Terzo Settore Lombardia, LEDHA, ACI Welfare, AIAS Lombardia, FAND e Uneba è che i recenti episodi di mancato coinvolgimento «si rivelino una serie di incidenti di percorso» e che si possa riprendere nel più breve tempo possibile «la strada del libero confronto che da tanti anni caratterizza la relazione con la nostra Regione». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

 

Altre iniziative