MILANO – Partire dalle emozioni e dai pensieri che può suscitare una Pietà rinascimentale o una veduta settecentesca su un canale di Venezia e, individualmente o insieme al gruppo; fare un viaggio fuori e dentro di sé, attraverso le parole, i disegni o il silenzio. È da questa idea che nasce “Forse un drago nascerà”, il progetto creato da L’abilità e realizzato assieme alla Pinacoteca di Brera, sostenuto da I Bambini delle Fate.
La Pinacoteca di Brera come spazio di relazione e scoperta. Con “Forse un drago nascerà”, il museo è diventato uno spazio di relazione, scoperta ed espressione per persone con esperienze e bisogni differenti. Il progetto si è sviluppato attraverso due percorsi distinti: uno dedicato a 12 bambini con e senza disturbo dello spettro autistico e uno rivolto a 62 giovani e adulti con disabilità intellettiva. Due esperienze costruite con modalità e obiettivi differenti, ma accomunate dalla possibilità di incontrare l’arte in modo personale e partecipato.
Un’opportunità preziosa. Articolato proprio a partire dalle caratteristiche dei diversi gruppi coinvolti, “Forse un drago nascerà” ha rappresentato anche un’opportunità preziosa per avvicinare all’arte e allo spazio museale bambini, giovani e adulti che, per diversi motivi, non avevano mai vissuto il museo con questa intensità e partecipazione. Perché questa iniziativa non è stata semplicemente un laboratorio artistico o una serie di visite guidate. È stato uno spazio in cui il museo ha potuto trasformarsi in esperienza personale, relazione e possibilità di espressione.
Due percorsi differenziati per scoprire il proprio drago. Per i bambini, in particolare per quelli con disturbo dello spettro autistico, il percorso è diventato un’esperienza ludico-creativa grazie alla quale trascorrere del tempo al museo insieme agli altri è stato via via più naturale e piacevole, lasciando spazio a nuove amicizie e a competenze relazionali che i bambini hanno potuto portare anche nella vita quotidiana.
Dove sperimentare modi diversi per condividere emozioni e pensieri. Grazie al personale dei Servizi educativi di Brera e alle operatrici di L’abilità, i bambini hanno avuto la libertà di sperimentare modi diversi per condividere emozioni, pensieri e punti di vista, uscendo gradualmente dalla propria routine. Per i giovani e gli adulti con disabilità intellettiva, invece, i momenti di restituzione guidati dall’équipe di Museo per tutti hanno rappresentato occasioni di dialogo e confronto nate proprio dall’incontro con le opere. La contemplazione dell’arte ha aperto spazi di racconto personale, facendo emergere ricordi, desideri e paure spesso difficili da esprimere.

