“Il tempo libero per molti di noi è un tempo VUOTO”.
“Vorremmo trovarci di più la sera, a mangiare una pizza insieme,
o a vedere un film”.
“Ho paura di rimanere da solo… vorrei un amico…un amico per prendere un caffè, per una chiamata, e per chiedermi come sto”
“Sappiamo che c’è ancora troppa discriminazione, non veniamo sempre accettati e rispettati”
Nell’ambito delle celebrazioni della Giornata mondiale della sindrome di Down del 21 marzo p.v., indetta nel 2011 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sindrome di Down e dedicata quest’anno al tema “Insieme contro la solitudine” (“Together Against Loneliness”), Anffas riporta alcune dichiarazioni rilasciate dagli autorappresentanti durante gli “Stati Generali Anffas sulle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo” svoltisi dal 2023 al 2025 che sottolineano quanto ancora troppo spesso le persone con sindrome di Down e in generale le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, nonché le loro famiglie, si trovino in condizioni di isolamento ed emarginazione.
Tali dichiarazioni esprimono un disagio profondo e ancora attuale che riguarda ogni ambito della vita: scuola, lavoro, tempo libero, partecipazione alla vita della comunità.
Contrastare la solitudine vuol dire in primo luogo contrastare barriere culturali, pregiudizi e stereotipi ancora presenti nella società e andare ad operare per creare delle reti di sostegno, delle comunità accoglienti e realmente inclusive che consentano di esprimere le proprie potenzialità, coltivare relazioni significative e partecipare attivamente alla vita della comunità al pari degli altri, senza dimenticare il supporto fondamentale verso le famiglie che si trovano spesso ad affrontare indifferenza e carenza di supporti.
Questo vuol dire che tutti hanno una responsabilità: è necessario operare insieme per una società realmente inclusiva sotto ogni punto di vista, che guardi alla persona con disabilità intellettiva non come ad una mera “presenza” ma come parte attiva di legami e relazioni fornendo giusti sostegni e supporti per consentire a tutti di dare il proprio contributo e di potersi esprimere come si può e come si desidera.
“Solitudine non indica solo assenza di compagnia ma anche assenza di ascolto, di opportunità e di condizioni per poter essere riconosciuti come parte della comunità” afferma Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas “è quindi fondamentale operare su questo assunto per poter costruire contesti realmente inclusivi in cui nessuno resti indietro”.

ANFFAS LOMBARDIA ETS
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