Attuazione PNRR e disabilità: le proposte della FISH in Commissione Bilancio

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Il vicepresidente vicario della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) Roberto Speziale ha presentato oggi, lunedì 2 marzo 2026, una memoria presso la Commissione V (Bilancio, Tesoro e Programmazione) della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del Decreto-Legge n. 19/2026. Il provvedimento introduce misure urgenti per l’attuazione del PNRR e delle politiche di coesione, toccando da vicino i diritti e il futuro di milioni di persone con disabilità e delle loro famiglie.

Il documento depositato è il risultato di un lavoro corale dell’intera rete associativa, volto a garantire che i fondi europei si traducano in cambiamenti reali e tangibili nella vita quotidiana.

Al centro dell’analisi della FISH vi è l’articolo 7 del decreto, dedicato alle “Misure di semplificazione per l’attuazione della riforma in materia di disabilità”. La Federazione sottolinea come l’attuazione del D.Lgs. n. 62/2024 in materia di disabilità rappresenti una riforma abilitante imprescindibile per il PNRR.

Tuttavia, nonostante il quadro normativo avanzato, la FISH rileva criticità che richiedono interventi immediati:

  • ritardi nell’implementazione: la lentezza dei processi attuativi rischia di compromettere l’accesso alle risorse europee;
  • disomogeneità territoriale: la capacità amministrativa frammentata tra le diverse regioni crea disuguaglianze nell’accesso ai servizi;
  • coordinamento dei fondi: è necessario un dialogo più serrato tra PNRR, Piano Nazionale di Coesione e Fondi Strutturali per evitare sovrapposizioni o dispersioni di risorse.

La memoria della FISH accoglie con favore il rafforzamento della governance, che coinvolge l’Autorità politica delegata, il Garante Nazionale e la stabilizzazione del Programma di Azione Triennale. La Federazione ribadisce però che l’inclusione e l’accessibilità, sia fisica che digitale, devono diventare standard uniformi e non derogabili in ogni progetto finanziato.

In conclusione, la FISH chiede al Governo e al Parlamento di assicurare che gli interventi siano realizzati in modo tempestivo e omogeneo, garantendo che la riforma del “Progetto di Vita” non resti un concetto astratto ma diventi il motore di una nuova organizzazione dei servizi sociali e sanitari.

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