Riforma della disabilità: senza soluzioni nazionali i problemi di Brescia rischiano di ripetersi

Riforma della disabilità:
senza soluzioni nazionali i problemi di Brescia rischiano di ripetersi

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LEDHA, FAND Lombardia e Forum Terzo Settore Lombardia chiedono un confronto urgente sul “Decreto 62”, segnalando criticità nella Valutazione di base e chiedendo strumenti adeguati per l’estensione della sperimentazione ad altre sei province lombarde

LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità e FAND Lombardia insieme al Forum Terzo Settore Lombardia, esprimono la propria preoccupazione sulla prossima estensione della sperimentazione della riforma della certificazione di invalidità ad altre sei province lombarde.

Nei giorni scorsi, il Ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, ha comunicato l'estensione della sperimentazione della Riforma della disabilità in altri 40 territori italiani, tra cui sei province della Lombardia, ovvero Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio.

 Già il 1° dicembre 2025, LEDHA e FAND Lombardia avevano espresso preoccupazione circa i problemi incontrati nel primo anno di sperimentazione di quanto previsto dalla riforma nella Provincia di Brescia 

 Anche per questo motivo, le due federazioni avevano anche chiesto di essere inserite nella Cabina di regia territoriale regionale che ha il compito di seguire l'andamento e l'esito della sperimentazione, richiesta recepita nell’incontro, ma a cui finora non è stato dato seguito.  

 I problemi che sono emersi nella sperimentazione bresciana riguardano la riforma della certificazione che dovrebbe portare alla nuova "Valutazione di base della disabilità": su questo fronte si registrano preoccupanti ritardi e diversi problemi, dovuti sostanzialmente alla mancanza di medici, commissioni insufficienti e carenza di locali da destinare alle sedi di commissione da decentrate sui territori provinciali da parte dell'Inps, per fare fronte al numero di richieste.

Si consideri che con l'attuale normativa sono presenti Commissioni di accertamento dell'invalidità civile gestite dalle ASST in ogni Ambito territoriale, mentre INPS, fatto salvo il caso di Milano, ha prevalentemente Sedi Provinciali localizzate nei capoluoghi di provincia.

Per quanto riguarda i medici di categoria (Anmic, Anffas, Ens ed Uici) sebbene siano stati richiesti da Inps aumenti pari al doppio degli attuali in organico, non è possibile dare avvio alle pratiche di contrattualizzazione in quanto la Direzione regionale INPS consentirà l'avvio delle procedure solo dopo che avrà avuto il via libera sui relativi fondi a disposizione da parte della Direzione Generale.

Si tratta di problemi che risultano ancora presenti nel territorio bresciano e che, se non saranno affrontati e risolti a livello nazionale dal Ministero per le disabilità e dall’INPS, con tutta probabilità sono destinati a riproporsi nelle sei nuove province, generando grandi preoccupazioni tra gli addetti ai lavori, tra le persone con disabilità e le famiglie direttamente coinvolte.  

Queste sono le ragioni che hanno portato prima le organizzazioni sindacali e poi la stessa Regione Lombardia - nelle persone degli assessori Guido Bertolaso (Welfare) e Simona Tironi (Istruzione, formazione e lavoro) - a chiedere il rinvio dell'applicazione della riforma. 

 La posizione di LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità e FAND Lombardia, insieme a quella del Forum Terzo Settore Lombardia, è estremamente chiara: riteniamo che sia interesse delle persone con disabilità che vivono in Lombardia che la riforma sia applicata presto e bene su tutto il territorio regionale, dando un forte impulso all'applicazione di quanto previsto del "Decreto 62" sul Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, a sostegno delle esperienze già avviate in Lombardia a seguito dell'approvazione della Legge Regionale 25/2022.  

Nel frattempo invitiamo a riflettere sulle difficoltà emerse dall’esperienza del territorio bresciano in merito alla nuova "Valutazione di base" destinata ad assorbire le attuali modalità di certificazione dell'invalidità e della disabilità, approntando tutti gli strumenti necessari per ridurre i disagi.

Alla luce di queste considerazione, sarebbe stato opportuno che a valutare e ad esprimersi sulla opportunità o meno di avviare o rinviare l'applicazione della riforma, almeno per quanto riguarda la Valutazione di base, non fossero stati i singoli enti e istituzioni coinvolte ma un gruppo di lavoro con riunite tutte le parti coinvolte, comprese le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità.

Un metodo necessario non solo per definire i tempi di attuazione della riforma ma anche i possibili e necessari interventi per affrontare e risolvere i problemi che si sono riscontrati a Brescia, anche per evitare che si ripropongano nel resto del territorio regionale.

Per questo riteniamo urgente e necessario la convocazione di un tavolo interistituzionale, che veda anche la partecipazione delle rappresentanze degli enti di terzo settore, a partire da quelle delle associazioni, dove poter confrontarsi sulle criticità e sulle possibili soluzioni, per evitare di affrontare le riforma in modo frammentato e al fine di rendere efficace queste sperimentazioni territoriali.

Invitiamo nel frattempo a riflettere sulle difficoltà emerse dall’esperienza del territorio bresciano in merito alla nuova "Valutazione di base" destinata ad assorbire le attuali modalità di certificazione dell'invalidità e della disabilità, approntando tutti gli strumenti necessari per ridurre i disagi.

 

Forum Terzo Settore Lombardia

ANFFAS Lombardia

ANMIC Lombardia

FAND Lombardia

LEDHA

 

 

Milano, 5 febbraio 2026

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