Lombardia: il Piano Regionale sulla disabilità va discusso insieme alle Associazioni

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«Il nuovo Piano è stato definito senza un confronto preventivo con le Associazioni rappresentative delle persone con disabilità e con il sistema del Terzo Settore»: lo dicono dalla Federazione LEDHA, a proposito dell’approvazione del nuovo Piano di Azione Regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità 2026-2028, da parte della Regione Lombardia, chiedendo, insieme a varie altre organizzazioni, «di riaprire uno spazio di confronto strutturato e trasparente»

Tramite la Deliberazione di Giunta Regionale n. XII/5587 approvata dalla propria Giunta Regionale il 30 dicembre scorso, la Regione Lombardia ha adottato il nuovo Piano di Azione Regionale (PAR) per le politiche in favore delle persone con disabilità per il triennio 2026-2028. «A differenza, però, di quanto avvenuto nelle precedenti fasi di programmazione – si legge in una nota della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) – il nuovo Piano è stato definito senza un confronto preventivo con le Associazioni rappresentative delle persone con disabilità e con il sistema del Terzo Settore, e nemmeno con le rappresentanze degli Enti Locali, che sono titolari delle politiche sociali territoriali e primi interlocutori dei cittadini».

Per questo motivo, dunque, la LEDHA stessa, il Forum Terzo Settore Lombardia, l’ANFFAS Lombardia (Associazione di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), la FAND Lombardia (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), l’ANMIC Lombardia (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) e ACI Welfare Lombardia (Alleanza Cooperative Italiane) hanno inviato una lettera a Elena Lucchini, assessora regionale alla Famiglia, alla Solidarietà Sociale, alle Pari Opportunità e alla Disabilità, nonché alla Direzione Generale competente, per richiamare l’attenzione «su una scelta che appare particolarmente problematica alla luce dei princìpi di partecipazione e co-programmazione previsti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e dalla normativa nazionale sul Terzo Settore».

«Insieme alle altre realtà che hanno firmato con noi la lettera alla Regione Lombardia – concludono dalla LEDHA – analizzeranno nel merito i contenuti del Piano. E al tempo stesso esprimiamo un forte rammarico per il metodo adottato, ritenendo indispensabile riaprire uno spazio di confronto strutturato e trasparente sul processo di programmazione delle politiche regionali per la disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

 

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