Lettera aperta: L’istituto dell’amministratore di sostegno non va stravolto

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Anffas Nazionale - anche in riferimento alla celebrazione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre - si è rivolta al Ministro delle Disabilità, On Alessandra Locatelli, e al Ministro della Giustizia, On. Carlo Nordio, redigendo una lettera aperta con cui sollecitare l'urgente necessità di attenzionare le persistenti problematiche sull'istituto dell’amministratore di sostegno di cui, con sempre crescente intensità, Anffas tutta viene a conoscenza.

 

In particolare, preoccupa quanto segnalato per il Tribunale di Bologna che fa ricadere sulle risorse delle persone con disabilità i costi di consulenza esterna incaricata della verifica della rendicontazione presentata dagli amministratori di sostegno. Una situazione, questa, non corretta in quanto "non è condivisibile - si legge nella lettera - che si faccia ricadere sulle persone con disabilità e sulle famiglie un costo dovuto a un procedimento puramente interno all’amministrazione del Tribunale (derivante forse da difficoltà di gestione delle pratiche in questione ed alla connessa carenza di idoneo personale) e che, pertanto, dovrebbe essere a carico dell’amministrazione stessa."

 

Si tratta di "uno degli ultimi esempi di prassi poco consone che da tempo ricadono sulla figura dell’amministratore di sostegno o del tutore: ancora troppo di frequente, infatti, sull'intero territorio nazionale, si tende a nominare, spesso “dissuadendo” i familiari, la figura di un legale, di un contabile, di un sindaco o un amministratore pubblico, per la funzione di amministratore di sostegno o tutore, tradendo la ratio della legge e penalizzando la stessa persona con disabilità che, invece di essere supportata nelle sue necessità e vedere amministrati correttamente i suoi beni per la realizzazione dei suoi desideri e delle sue aspettative e preferenze - il tutto in stretta relazione, anche dal punto di vista affettivo, con il suo amministratore - vede la nomina di un perfetto estraneo che poco o nulla ha a che vedere con la sua Qualità di Vita, tra l’altro sostenendone i relativi costi".

 

Pertanto, Anffas Nazionale ha posto all'attenzione dei Ministri Locatelli e Nordio quattro precise richieste:

  1. riformare urgentemente della legge 6/2004 con cui è stata introdotta la misura di protezione dell’amministrazione di sostegno, così come già richiesto dallo stesso Comitato ONU nelle sue Osservazioni Conclusive al primo rapporto dell’Italia del 2016, in cui viene esplicitamente indicata la raccomandazione di “abrogare tutte le leggi che permettono la sostituzione nella presa di decisioni da parte dei tutori legali, compreso il meccanismo dell’amministratore di sostegno e gli istituti dell’interdizione ed inabilitazione, e di emanare e attuare provvedimenti per il sostegno alla presa di decisioni, compresa la formazione dei professionisti che operano nei sistemi giudiziario, sanitario e sociale”;
  2. indicare ai Tribunali di sottoscrivere protocolli con le associazioni di categoria che al meglio potranno formare ed assistere gli amministratori di sostegno di estrazione familiare non solo sugli aspetti contabili e rendicontativi ma anche sulle modalità con le quali, nell’esclusivo interesse delle persone con disabilità oggetto di amministrazione di sostegno, operare al meglio. In tale senso preme ricordare che la legge prevede che le stesse associazioni possano assumere l’amministrazione di sostegno e pertanto non vi è motivo di ricorrere a nomine “neutre”;
  3. semplificare e sburocratizzare tutti gli adempimenti connessi alle procedure di nomina ma soprattutto ai complessi meccanismi rendicontativi;
  4. indicare chiaramente che nell’eventualità della richiesta di un giudice di avvalersi del supporto di un professionista esterno al proprio ufficio, i costi della consulenza di quest’ultimo non vadano mai a ricadere sulle risorse delle persone con disabilità.

Per tutto quanto sopra esposto, Anffas Nazionale esprime la propria e completa disponibilità ad una fattiva collaborazione per riuscire a realizzare quanto sopra con il solo fine del benessere e del raggiungimento della migliore Qualità di Vita possibile per tutti i cittadini e le cittadine con disabilità. 

Consulta la lettera aperta di Anffas Nazionale

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