Lombardia: verso un radicale cambiamento del welfare sociale per la disabilità

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Mettere le risorse economiche presenti nel sistema di welfare regionale al servizio dei progetti e dei desideri delle persone con disabilità, concretizzando il diritto alla vita indipendente per tutte le persone con disabilità. In altre parole, un cambiamento radicale rispetto all’attuale sistema, basato sull’offerta di servizi e prestazioni. È il senso del progetto di legge che ha recepito in maniera coerente una proposta della Federazione LEDHA, approvato all’unanimità dalla Terza Commissione della Regione Lombardia e che dopo il passaggio in Consiglio potrà diventare Legge Regionale

«Per noi questo rappresenta un ulteriore importante passaggio di un percorso iniziato nel 2019 con un ricco dibattito all’interno del nostro Consiglio Direttivo e della nostra Assemblea e con il coinvolgimento di tutte le Associazioni che ne fanno parte, un percorso lungo il quale sono state coinvolte molte altre Associazioni ed Enti del Terzo Settore»: così Alessandro Manfredi, presidente della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), commenta “a caldo” l’approvazione all’unanimità, da parte della Terza Commissione Sanità e Politiche Sociali della Regione Lombardia del progetto di legge Politiche di welfare sociale regionale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità, presentato nel novembre del 2020 e che, come avevamo riferito a suo tempo, ha recepito in maniera coerente una proposta di legge elaborata dalla stessa LEDHA.
Ora il testo approvato verrà presentato il 29 novembre al Consiglio regionale per l’ultima valutazione e se l’esito sarà positivo, diventerà Legge Regionale.

Come ricordano dalla LEDHA, «l’obiettivo della proposta di legge è mettere le risorse economiche presenti nel sistema di welfare regionale al servizio dei progetti e dei desideri delle persone con disabilità, per concretizzare il diritto fondamentale alla vita indipendente per tutte le persone con disabilità, senza alcuna distinzione connessa alla tipologia di compromissione o all’intensità del bisogno di sostegno. Un diritto, questo, che si concretizza nei tre obiettivi principali della proposta, vale a dire la possibilità di scegliere il proprio luogo di residenza e decidere con chi vivere; di avere accesso ai servizi a domicilio o residenziali e ad altri servizi di sostegno necessari ad evitare l’isolamento o la segregazione; di poter fruire dei servizi e delle strutture sociali, adattandoli ai bisogni delle persone con disabilità. In questo modo viene messo in atto un cambiamento radicale dell’attuale sistema di welfare sociale per la disabilità, che oggi invece è basato sull’offerta di servizi e prestazioni».

«Il nostro auspicio – conferma Manfredi – è che con l’approvazione di questo progetto di legge si possa tradurre in realtà una riforma radicale del sistema dei servizi di presa in carico delle persone con disabilità, una riforma che metta finalmente al centro il progetto di vita, che dev’essere redatto sulla base delle preferenze e degli obiettivi del singolo, in base alle sue condizioni di vita e ai suoi bisogni». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

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