Non abbiamo bisogno soltanto di più servizi per la disabilità, ma di una società più capace di riconoscere l’umano nelle sue diverse forme. E la sfida del futuro è costruire comunità dove nessuno venga percepito come fuori posto.
«Quando nasce un bambino con disabilità – scrivono gli Autorappresentanti con disabilità dell’ANFFAS Nordmilano – ci si preoccupa giustamente di quello di cui ha bisogno. Quando diventa adulto, ci si preoccupa del suo futuro.
Restituire alla persona con deficit il diritto di essere vista, non come qualcuno che riceve aiuto, ma come una persona capace di desiderare, scegliere, amare, costruire relazioni e vivere pienamente la propria corporeità»
La Lombardia riordina in un Testo unico tutte le norme relative alla disabilità, ma non tiene conto della riforma disegnata a livello nazionale dalla legge delega 227 e dal decreto legislativo 62.