Cuffie rosa antirumore, un fidget spinner rosa da agganciare al dito e un tablet per comunicare. La Barbie autistica lanciata dal colosso americano dei giocattoli Mattel divide e fa discutere.
Le attuali attività di vigilanza sulle unità d’offerta dell’area sociosanitaria sono regolate dalla Delibera 1765/2014. A dieci anni di distanza è tempo di fare un bilancio, allineandola al cambiamento di paradigma in atto.
Quanto previsto dal decreto legislativo 62/2024 costituisce una svolta non solo giuridica ma anche culturale, Gli autori analizzano l’importanza del Progetto di Vita e riflettono su come la AI possa supportare i servizi coinvolti
Senza cambiamenti sostanziali e positivi nella vita delle persone coinvolte, avremo una rappresentazione, ma la parola “autismo” continuerà a essere stigmatizzante, l’informazione resterà superficiale
Una ricerca nazionale di Legacoopsociali nel 2024 e nel 2025 ha coinvolto 43 cooperative e circa 180 servizi diurni per persone con disabilità. L'oggetto della ricognizione?
«La cosiddetta “Barbie autistica” – scrive Marie Helene Benedetti – viene presentata come “un passo avanti verso l’inclusione”. Ed è proprio per questo che va guardata con attenzione chirurgica.
«Il Disegno di Legge sui caregiver familiari – scrive Vincenzo Falabella – non è la meta, è l’apertura di un cantiere necessario e storicamente atteso. Il Parlamento ha ora la responsabilità di completare l’opera
Sono indispensabili alcuni passaggi – scrive Marino Bottà – per non vanificare tutto quanto di positivo è previsto dal Decreto Legislativo 62/24, applicativo della Legge Delega 227/21, in tema di inclusione lavorativa.
La continuità didattica è un presupposto fondamentale per garantire pari opportunità educative e una reale qualità dell’istruzione, non una misura meramente organizzativa
«Avviare un confronto pubblico basato su un piano professionale e trasparente: quello delle evidenze, delle procedure, della trasparenza e dei diritti operativi delle persone con disabilità»