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ANFFAS Lombardia: Dossier : Socio sanitari :

Dossier Presentazione Servizi socio assistenziali Servizi sanitari


La rete delle unità d’offerta socio-sanitari
per le persone con disabilità in Regione Lombardia

 

L’attuale configurazione della rete delle unità d’offerta socio-sanitarie presenti in Regione Lombardia, è stata concepita e delineata a distanza di ormai dieci anni, tra il 2003 e il 2004.

Essa riflette lo sforzo compiuto dal legislatore regionale di razionalizzare e ricomporre il quadro più composito e preesistente di unità d’offerta, all’interno di due sole tipologie di servizio diurno (Centro Diurno Disabili) e residenziale (Residenza Sanitaria-Assistenziale Disabili). Il quadro di riferimento è stato completato dall’individuazione della Comunità Socio Sanitaria (CSS) come struttura sociale che può accreditarsi e organizzarsi anche per erogare prestazioni Socio-Sanitarie.
Il complessivo ri-disegno della rete ha comportato una ridefinizione normativa e organizzativa dei servizi orientata a perseguire una migliore integrazione tra la componente sociale e quella sanitaria all’interno degli interventi a sostegno delle persone con disabilità.
L’area socio-sanitaria è stata quindi identificata dal legislatore come l’area delle prestazioni ad elevato livello di integrazione sanitaria con interventi e servizi pensati per persone con gravi disabilità.
La novità più significativa che connota tale modello è l’introduzione di un sistema di classificazione dei livelli di fragilità degli ospiti (Sistema SIDI) e contestualmente l’introduzione di livelli differenti di remunerazione delle prestazioni dei servizi in base alle differenti classi di fragilità degli utenti.
Tale impostazione è stata concepita per orientare il sistema verso la prospettiva di una progressiva personalizzazione delle strategie di risposta ai bisogni delle persone con grave disabilità e verso la possibilità di rendere più flessibile il sistema dell’offerta dei servizi.
Il modello di presa in carico scaturito nel corso degli ultimi 10 anni ha decisamente rafforzato e irrobustito la componente sanitaria e socio-riabilitativa dell’intero comparto di unità d’offerta diurne (CDD) e residenziali (RSD e Comunità Alloggio).
 
Con l’approvazione della Convenzione Onu sui diritti per le persone con disabilità e la conseguente definizione del Piano Regionale di Azione per la disabilità 2010-2020 (PAR), la complessiva riconfigurazione del sistema dei servizi socio-sanitari è entrata in una fase nuova di generale ripensamento culturale e organizzativo.
Il PAR ha esplicitamente richiamato la necessità di un ripensamento di tale rete socio-sanitaria finalizzato a promuovere con maggior forza la possibilità di una rete più flessibile, meno frammentata, caratterizzata da risposte modulabili, integrate e in grado di evolvere nel corso del tempo coerentemente con l’evoluzione dei bisogni delle persone.
Sulla scorta di tale impostazione le istituzioni, il mondo associativo e gli enti deputati alla gestione dei servizi sono oggi impegnati a riposizionare ciascuno i propri orientamenti nell’unanime convinzione che occorra condividere il più possibile tale processo ai diversi livelli di governo del sistema.
 
Attualmente i servizi esistenti sono:
- Centri diurni per persone con disabilità (CDD)
- Comunità alloggio sociosanitarie (CSS)
- Residenza Sanitario Assistenziale (RSD)

 

 

 

Inizio
Unità di offerta: CDD
Centri diurni per persone con disabilità

  
 

Normativa regionale di riferimento
DGR 23 luglio 2004 n.7 /18334.
DGR 30 settembre 2003 n 14369. 

Definizione del servizio
Centro Diurno Integrato per persone disabili.
 
Destinatari
I CDD accolgono persone con disabilità gravi dipendenti da qualsiasi causa, di età compresa tra 18 e 65 anni con possibilità di inserimento di minori previa autorizzazione dell’Unità di Neuropsichiatria competente per territorio.
 
Gravità della persona con disabilità : il concetto di gravità, in linea con i principi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, deve essere inteso in un’ottica multidimensionale, cioè come il risultato dell’interazione di diverse dimensioni dell’individuo: la dimensione cognitiva, quella affettiva-relazionale, quella organica, quella del comportamento adattivo e quella del contesto familiare e socio-ambientale di provenienza.

Invalidità ed Handicap
: rispetto ai criteri di classificazione dell’invalidità civile, di norma viene utilizzato come requisito per l’accesso al CDD, l’invalidità del 100% e la contestuale presenza della certificazione di handicap grave ai sensi della legge 104/92.
 
Criteri di accesso
  1. Rilevazione del profilo di fragilità attraverso Scheda SIDI.
  2. Elaborazione Progetto Individualizzato.
  3. Sottoscrizione Contratto d’ingresso.
Finalità e obiettivi
All’interno del CDD le persone disabili trovano una struttura di appoggio alle situazioni di vita familiare e del loro ambito di vita quotidiana, attraverso interventi educativi, ricreativi, assistenziali e riabilitativi.
 
Il CDD si propone diverse finalità:
·         sostegno diurno ai genitori con un figlio disabile adulto; 
·         sostegno educativo della persona disabile nel processo di crescita, di strutturazione dell’identità adulta finalizzato a promuovere i requisiti necessari per una buona convivenza e integrazione familiare e comunitaria
·         sostegno educativo per progettare l’emancipazione della persona con disabilità dalla famiglia;
·         sostegno abilitativo e riabilitativo per l’acquisizione, il recupero ed il mantenimento funzionale delle capacità e delle autonomie della persona disabile;
·         sostegno psico-sociale al nucleo familiare per supportare i processi di cambiamento conseguenti la nascita e la permanenza in famiglia di un figlio con disabilità intellettiva.
·         sostegno comunitario e psico-sociale agli ambienti di vita della comunità per favorire processi di presa in carico inclusivi.   
 
Attività
Attraverso il lavoro educativo il CDD cerca di attivare e sviluppare i processi di ascolto, relazione e comunicazione necessari a ridurre i margini di disabilità dei soggetti (promuove autonomie e riduce la dipendenza) ed anche a prevenire e combattere l’handicap (inteso come chiusura, passività, emarginazione, disagio esistenziale) attraverso percorsi educativo-abilitativi, animativi, riabilitativi e di sostegno psico-sociale.
L’intervento educativo si attua sia all’interno di piccoli gruppi di lavoro, sia attraverso rapporti individuali con gli utenti, articolando ogni giorno più attività e più laboratori contemporaneamente. Il lavoro si svolge quotidianamente all’interno dell’edificio generalmente in forma laboratoriale sia al suo esterno ed in luoghi diversi dal Centro (piscina coperta, piscina scoperta, palestra, maneggio, paese, paesi limitrofi, città e ad altri luoghi).
 
Figure professionali
All’interno del CDD operano le seguenti figure professionali:
·        50% Educatore Prof (EP), Infermiere Prof (IP), Terapista della riabilitazione (TR)
·        20% Operatore Socio Sanitario (OSS) Ausiliario Socio-Assistenziale (ASA)
·        30% Mix figure educative-assistenziali + Medico e/o Psicologo
Possono concorrere al raggiungimento dello standard di personale nell’ambito di specifici progetti individuali, anche esperti di arte-terapia, musicoterapia, teatro-terapia, oltreché maestri d’arte e di lavoro.  
 
Aspetti organizzativi del servizio
Il servizio deve rispettare specifici requisiti organizzativi e gestionali che riguardano essenzialmente:
La classificazione dei bisogni assistenziali delle persone con disabilità che avviene attraverso la scheda informatica SIDI (Scheda Individuale Disabili).
Lo standard di assistenza garantito che si esprime in minuti settimanali per ospite. La composizione del mix assistenziale tra le diverse figure professionali che compongono l’équipe della struttura. Il rispetto dell’obbligo informativo di rendicontazione dell’attività svolta e delle presenze giornaliere.
 
La stesura del progetto educativo individualizzato e la predisposizione di un fascicolo unico socio-sanitario-assistenziale che comprenda anche la parte medica e infermieristica. La Gestione delle risorse Umane (elenco operatori, responsabilità di coordinamento…).
La Gestione Organizzativa (Documento Organizzativo ai sensi della dgr 3540/2012).
 
Capacità ricettiva
Non superiore a 30 posti.
 
Funzionamento
Apertura per almeno 35 ore settimanali per 47 settimane.
 
Requisiti strutturali
Ogni CDD deve garantire il possesso dei requisiti previsti dalle norme vigenti in materia di urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza, nonché quelli relativi alle norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche
La dgr 18334 disciplina i seguenti requisiti strutturali specifici :
·        Superficie complessiva
·        Spazi per attività riabilitativa socio-riabilitativa, educativa
·        Spazi per la vita collettiva
·        Servizi Igienici
·        Spazi per servizi generali
·        Elementi costruttivi (Porte, Corridoi, Segnaletiche, Arredi) .
 
Altre normative di riferimento
 
- Dgr 3540/2012: “Disciplina dei requisiti generali per l’accreditamento dei servizi socio-sanitari
 
- D.G.R. 23 luglio 2004, n.7/18334
Definizione della nuova unità di offerta Centro Diurno per persone con disabilità” (CDD): requisiti per l'autorizzazione al funzionamento e per l'accreditamento"

- D.G.R. 16 dicembre 2004, n 19874
Prima definizione del sistema tariffario delle comunità alloggio socio sanitarie (css) e dei centri diurni per persone disabili (cdd) in attuazione delle dd.g.r. n. 18333 e n. 18334 del 23 7/2004
 
Definizione requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per le persone disabili

- Circolare Regionale 24 agosto 2005, n. 35
Primi indirizzi in materia di autorizzazione, accreditamento e contratto in ambito socio-assistenziale”.

-
Legge Regionale 2 aprile 2007, n. 8
Disposizioni in materia di attività sanitarie e socio-sanitarie”.

-
Circolare Regionale 18 aprile 2007, n. 14
Prime indicazioni operative inerenti l'articolo 4 della legge regionale n. 8 del 27 marzo 2007”.

-
Legge Regionale 12 marzo 2008, n.3
Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.

-
D.g.r. 26 novembre 2008, n.8/8496
Disposizioni in materia di esercizio, accreditamento, contratto, e linee di indirizzo per la vigilanza ed il controllo delle unità di offerta sociosanitarie”.

- D.g.r. 5 agosto 2010 - n. 9/399
Disposizioni in merito alla remunerazione a carico del Fondo Sanitario Regionale delle prestazioni erogate nelle Residenze Sanitario Assistenziali per Anziani (RSA) nelle Residenze Sanitario Assistenziali per Disabili (RSD), nei Centri Diurni Integrati per Anziani (CDI), nei Centri Diurni per Disabili (CDD), nelle Comunità Socio Sanitarie (CSS) e negli Hospice”.

-
Legge Regionale 24 febbraio 2012, n.2
Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario) e 13 febbraio 2003, n. 1 (Riordino della disciplina delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza operanti in Lombardia)”.
 
 
La rete dei CDD gestiti da enti a marchio ANFFAS
 
ABBIATEGRASSO
BRESCIA - Fo.Ba.P
DESENZANO D. GARDA
MANTOVA
MELEGNANO - SUD-EST MILANO - Fondazione Piatti
MILANO - Consorzio SIR Cooperative sociali Eta Beta, Il Fontanile, I Percorsi
MORTARA - Coop.Soc. Come Noi
TOSCOLANO MADERNO - Cooperativa Chizzolini
VARESE, BESOZZO, BOBBIATE, BREGAZZANA  - Fondazione Piatti

  

 

 

Inizio
Unità di offerta: CSS
Comunità alloggio sociosanitarie per persone con disabilità

 


Normativa regionale di riferimento
La dgr 14369 del 2003 ha individuato, all’interno del sistema socio sanitario regionale, quali unità d’offerta residenziali per persone disabili gravi prive di sostegno familiare, le comunità Socio Sanitarie (CSS).
La dgr 18333 del 2004 definisce e disciplina la CSS.  

 Definizione del servizio
La CSS è la Comunità Alloggio Socio Assistenziale autorizzata al funzionamento che, essendo disponibile anche all’accoglienza di persone adulte con grave disabilità, prive del sostegno familiare ed essendo stata scelta dall’utente come sua dimora abituale, sia accreditata al sistema socio sanitario regionale.
 
Destinatari
Il servizio è rivolto a persone adulte con disabilità fisica e/o intellettiva che non necessitino di prestazioni ad elevata integrazione sanitaria e quindi che non necessitino di soluzioni residenziali a maggior protezione socio-sanitaria e che presentino una situazione di:
- inesistenza del nucleo familiare, nonché impraticabilità o improponibilità di una permanenza in esso;
- presenza di patologia invalidante tale da non precluderne la partecipazione e il coinvolgimento diretta nella vita sociale e comunitaria;
- nella compatibilità tra i problemi posti dalla persona disabile da inserire e quelli presentati dal gruppo di ospiti già conviventi.
 
Criteri di Accesso
 
1. Rilevazione del profilo di fragilità attraverso Scheda SIDI
 
2. Elaborazione Progetto Individualizzato
 
3. Sottoscrizione Contratto d’ingresso
 
4. Attribuzione di Voucher:
 
 Alle persone con disabilità prive del sostegno familiare verrà erogato, per l’acquisto delle prestazioni sociosanitarie che saranno garantite dalla comunità, un voucher di lungo-assistenza mensile diversificato per complessità di intervento ed in base alla classificazione del beneificario nelle 5 classi previste dal sistema di classificazione SIDI:
    • Classe 5        -  1° profilo di base
    • Classi  3 e 4  - 2° profilo per pazienti critici
    • Classi  1 e 2  - 3° profilo o per pazienti ad alta complessità
 Finalità e obiettivi
Finalità della CSS è quella di costituire una soluzione residenziale a carattere permanente a favore di persone disabili adulte attraverso prestazioni sostitutive del nucleo famigliare, qualora lo stesso sia inesistente, impossibilitato o del tutto incapace ad assolvere i propri compiti, oppure qualora la persona disabile stessa rivendichi il proprio diritto a rendersi autonoma dalla famiglia.
 
Obiettivi:
- offrire alle persone che vivono in comunità un’opportunità di emancipazione dalla famiglia
- mantenere la persona nel proprio ambiente di vita favorendo rapporti sociali ed affettivi
- consentire una qualità di vita accettabile e condivisa
- svolgere azione preventiva rispetto al rischio di perdita totale dell’autonomia, favorendo
  l’esercizio delle capacità della vita quotidiana
- prevenire l’isolamento creando momenti di socializzazione e nuovi legami che vadano oltre la cerchia familiare.
 
Attività 
  • Gestione autonoma, supportata e supervisionata dell’autonomia personale nelle funzioni fondamentali della vita quotidiana (cura di sé, alimentazione, igiene, altro…).
  • In quanto struttura residenziale permanente a carattere parafamiliare si prevede che i residenti,   durante la giornata frequentino centri diurni e/o occupazionali oppure siano impegnati in attività lavorative.
Figure professionali
All’interno della CSS operano le seguenti figure professionali:
- Educatore Professionale (EP)
- Operatore Socio Sanitario (OSS)
- Ausiliario Socio-Assistenziale (ASA)
Possono concorrere alla realizzazione del progetto di vita della persona, nell’ambito di specifici progetti individuali, anche esperti di arte-terapia, musico-terapia, teatro-terapia, oltreché maestri d’arte e di lavoro.  
 
Aspetti organizzativi del servizio
Il servizio deve rispettare specifici requisiti organizzativi e gestionali che riguardano essenzialmente:
 
·         Gestione delle risorse umane e tecnologiche: elenco del personale con titoli di studio che compone equipe di struttura e dedicato alla gestione dei voucher; libro manutenzioni ordinarie e straordinarie; gestione dell’emergenza.
·         Gestione Valutazione e miglioramento della qualità dell’organizzazione: Carta dei Servizi, Oneri retta, rilevazione soddisfazione.  
·         La composizione del mix assistenziale tra le diverse figure professionali che compongono l’équipe della struttura.   
·         Il rispetto dell’obbligo informativo di rendicontazione dell’attività svolta e delle presenze giornaliere.
·         La Gestione Organizzativa (Documento Organizzativo ai sensi della dgr 3540/2012) .
·         Gestione Valutazione e miglioramento della qualità dell’assistenza dei beneficiari di voucher: Presenza Fascicolo Socio-Sanitario e Assistenziale e Programma Individualizzato.
 
Capacità ricettiva
La CSS non può ospitare più di 10 persone.
 
Funzionamento
365 gg all’anno 24 ore su 24.
 
Requisiti strutturali e di funzionamento
 
1.     Caratteristiche Costruttive: Ogni CSS deve garantire il possesso dei requisiti previsti dalle norme vigenti in materia di urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza, nonché quelli relativi alle norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
2.     Spazi per servizi Generali: almeno 1 servizio igienico per il personale e un servizio igienico per utenza grave; arredi e attrezzature adatte alle varie tipologia di disabilità degli ospiti.
3.     Requisiti Gestionali: Assistenza notturna garantita tramite personale qualificato non volontario; standard medio settimanale di assistenza 800 minuti settimanali per ospite garantito da personale qualificato.
 
Altre normative di riferimento
- Dgr 3540/2012:
Disciplina dei requisiti generali per l’accreditamento dei servizi socio-sanitari” .
 
- Circ n 33 del 3 agosto 2004. 
 
Disposizioni in merito alla remunerazione a carico del Fondo Sanitario Regionale delle prestazioni erogate nelle Residenze Sanitario Assistenziali per Anziani (RSA) nelle Residenze Sanitario Assistenziali per Disabili (RSD), nei Centri Diurni Integrati per Anziani (CDI), nei Centri Diurni per Disabili (CDD), nelle Comunità Socio Sanitarie per Disabili (CSS) e negli Hospice”.
 
Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.
Definizione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per le persone disabili”.
 
 - Legge 8 novembre 2000, n. 328
 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, che all’art. 8 assegna alle Regioni il compito di definire i requisiti minimi autorizzativi dei servizi e delle strutture.
 
La rete delle CSS gestite da enti a marchio ANFFAS
 
ABBIATEGRASSO
BOBBIATE - Fondazione Piatti
BRESCIA – F0.Ba.P.
BRONI-STRADELLA
BUSTO ARSIZIO – Fondazione Piatti
MANTOVA
MELEGNANO - Anffas SUD-EST MILANO - Fondazione Piatti
MILANO - Consorzio Sir - Cooperative sociali: A Piccoli Passi - Eta Beta - Casa Pionieri
PAVIA
SOMMA LOMBARDO  -  Anffas Ticino

 

 
 
 
 
Inizio
Unità di offerta: RSD
Residenze socio sanitarie per persone con disabilità
 
 


Normativa regionale di riferimento
La Delibera Regionale di riferimento è la DGR 12620/2004.
Nel 2004, Regione Lombardia, prendendo atto che “l’evoluzione del sistema dei servizi, degli interventi e delle iniziative rivolte alle persone con handicap ha portato a definire in modo più appropriato i destinatari dei servizi residenziali”, con la Dgr 12620 istituisce la RSD, Residenza Sanitaria Assistenziale per persone con disabilità.
Attraverso la RSD, la Regione individua, all’interno del sistema socio-sanitario regionale, una tipologia di servizio residenziale, all’interno del quale far confluire le preesistenti unità d’offerta e cioè gli Istituti Educativi Assistenziali (IEAH), il Centro Residenziale per Handicappati (CRH) e gli interventi socio-riabilitativi svolti in regime residenziale all’interno degli Istituti di riabilitazione extraospedaliera (IDR).

Definizione del servizio
La RSD è la residenza sanitaria-assistenziale specificamente destinata all’area della disabilità grave”. Essa è stata concepita dal Legislatore regionale per ridurre e ri-comporre all’interno di un’ unica tipologia di servizio residenziale, le finalità educative, residenziali-abitative, socio-riabilitative e sanitarie, necessarie per garantire una buona qualità della vita delle persone con gravi disabilità non più assistibili al domicilio.
 
Destinatari
Il servizio si rivolge alle persone disabili che non abbiano ancora compiuto i 65 anni che presentino una condizione di grave disabilità fisica, intellettiva, sensoriale dipendenti da qualsiasi causa.
In caso di particolari ed eccezionali situazioni di elevata complessità assistenziale e/o comportamentale o di inadeguatezza del nucleo familiare anche esteso, può essere autorizzato l’inserimento di minori previa autorizzazione della unità di neuropsichiatria competente sul caso.
Gravità della persona con disabilità
Il concetto di gravità, in linea con i principi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, deve essere inteso in un’ottica multidimensionale, cioè come il risultato dell’interazione di diverse dimensioni dell’individuo: la dimensione cognitiva, quella affettiva-relazionale, quella organica, quella del comportamento adattivo e quella del contesto familiare e socio-ambientale di provenienza.
 
Impossibilità di essere assistito al domicilio:
L’elevata complessità della presa in carico sanitaria, assistenziale o comportamentale non consentono alla persona con disabilità di vivere assistito al proprio domicilio.
 
Invalidità ed Handicap: rispetto ai criteri di classificazione dell’invalidità civile, di norma viene utilizzato come requisito per l’accesso al servizio residenziale RSD, l’invalidità del 100% e la contestuale presenza della certificazione di handicap grave ai sensi della legge 104/92.
 
Criteri di Accesso
1.     Rilevazione del profilo di fragilità attraverso Scheda SIDI.
2.     Elaborazione Progetto Individualizzato.
3.     Sottoscrizione Contratto d’ingresso.
 
Finalità e obiettivi
La finalità della RSD è quella di garantire alle persone che ci vivono, un progetto di vita orientato al benessere all’interno di un ambiente abitativo in cui ci si possa sentire a casa propria, in cui sia garantito un supporto sanitario e assistenziale adeguato alle necessità di cura di chi ci vive, opportunità di crescita educativa e di sostegno riabilitativo in senso stretto ma anche di sostegno inclusivo orientato a garantire la partecipazione delle persone alla vita comunitaria e alla cittadinanza. 
Gli obiettivi che la RSD deve perseguire attraverso progetti individuali e laddove possibile il coinvolgimento dei familiari, sono:
A) La costruzione di un ambiente di vita personalizzato ed un clima di relazionalità tipici di una situazione familiare e comunitaria caratterizzati dalla presenza di regole generali di convivenza modulabili e adattabili al cambiamento delle esigenze personali (suddivisione di spazi personalizzabili e adattabili alle esigenze delle singole persone; caratterizzazione di tali spazi in funzione delle caratteristiche e delle preferenze delle persone che ci vivono - arredi, colori, abbellimenti vari) .
B) La cura sanitaria attraverso prestazioni terapeutiche, medico-infermieristiche di varia natura.
C) Il sostegno riabilitativo di mantenimento e sviluppo delle autonomie motorie.
D) Il sostegno educativo finalizzato alla strutturazione della consapevolezza di sé e di un’identità personale adulta ed al rinforzo delle autonomie cognitive, personali e di integrazione sociale e di partecipazione alla cittadinanza.
E) La cura assistenziale necessaria a supportare il compimento degli atti fondamentali della vita quotidiana.
 
Attività
Le persone con disabilità fruiscono di diversi tipi di sostegno, individuali e di gruppo, finalizzati a supportarli nelle funzioni essenziali della vita quotidiana ma anche in percorsi di training di vario tipo. Gli operatori e laddove possibile i familiari e i volontari agiscono all’interno del servizio ciascuno in base alle proprie competenze, con-correndo insieme alla realizzazione pratica del progetto di vita della persona con disabilità. Coerentemente con le finalità e gli obiettivi istituzionali del servizio, le persone che vivono temporaneamente o definitivamente in RSD, gli operatori e i volontari impegnati all’interno di esso, nell’arco della giornata svolgono attività di diversa natura.
A) Area dell’ecologia del proprio ambiente di Vita:
1. Occorre garantire un presidio regolativo costante tra i diversi stili di vita e tra le diverse tonalità emotive, affettive, compresenti all’interno della struttura per facilitare l’integrazione e la con-divisione di diverse abitudini, aspettative, tensioni emotive e affettive. Si tratta di un’attività trasversale e diffusa che impegna quotidianamente le persone che vivono in struttura insieme agli operatori (di base e specialisti) ed ai volontari. In assenza di tale presidio essenzialmente educativo viene meno la possibilità di creare un ambiente di vita socializzante e la dimensione educativa del servizio non si alimenta, snaturandone la sua funzione generale di presa in carico orientata al benessere esistenziale e riducendo il servizio alla sola funzione sanitaria e assistenziale.
2. Attività di tempo Libero: in quanto struttura residenziale e quindi con una componente essenziale di funzione “abitativa”, di “casa”, all’interno della RSD occorre garantire la presenza di ampi spazi e tempi non FINALIZZATI e non STRUTTURATI, anch’essi con-divisibili, regolabili, modulabili, negoziabili, in cui ogni persona possa sentirsi libera di non fare necessariamente qualcosa.  
 
B) Area della Cura Sanitaria:
1. Attività di somministrazione e controllo medico infermieristico delle terapie farmacologiche.
2. Attività di controllo e gestione dei parametri vitali, medicazioni complesse, gestioni di apparecchiature tecnologiche a supporto delle funzioni vitali (respirazione, evacuazione, alimentazione) . 
 
C) Area del sostegno riabilitativo di mantenimento e sviluppo delle autonomie motorie:
1. Attività individuale di mobilizzazione, di rilassamento, controllo tonico e riequilibrio posturale per persone non deambulanti.
2. Attività fisica individuale e di piccolo gruppo per il mantenimento e il potenziamento delle autonomie motorie.
 
D) Area del sostegno educativo e della promozione di socialità. 
1. Attività individuali e di piccolo gruppo a carattere psicomotorio.
2. Training individuali e di piccolo gruppo per il potenziamento, l’affinamento e il mantenimento delle autonomie personali, cognitive e culturali.
3. Attività di “tessitura” di relazioni sociali e amicizie attraverso il coinvolgimento dove possibile di familiari e/o volontari, mediante la fruizione, laddove possibile, di spazi e luoghi dell’ambiente sociale e cittadino esterno alla struttura. 
 
E) Area della cura assistenziale.
1. Attività di igiene personale.
2. Attività di vestizione. 
3. Pranzo e Cena in autonomia o con assistenza, individuale o in gruppo. 
 
Figure professionali
All’interno della RSD operano le seguenti figure professionali:
40% - Educatore Prof. (EP), Infermiere Prof. (IP), Terapista riabilitazione (TR).
40% - Operatore Socio Sanitario (OSS) Ausiliario Socio-Assistenziale (ASA).
20% - Mix figure educative-assistenziali + Medico e/o Psicologo.
Possono concorrere al raggiungimento dello standard di personale nell’ambito di specifici progetti individuali, anche esperti di arte-terapia, musico-terapia, teatro-terapia, oltreché maestri d’arte e di lavoro.  
 
Aspetti organizzativi del servizio
Il servizio deve rispettare specifici requisiti organizzativi e gestionali che riguardano essenzialmente:
La classificazione dei bisogni assistenziali delle persone con disabilità che avviene attraverso la scheda informatica SIDI (Scheda Individuale Disabili).
Lo standard di assistenza garantito che si esprime in minuti settimanali per ospite.
La composizione del mix assistenziale tra le diverse figure professionali che compongono l’équipe della struttura.
 
Il rispetto dell’obbligo informativo di rendicontazione dell’attività svolta e delle presenze giornaliere.
La stesura del progetto educativo individualizzato e la predisposizione di un fascicolo unico socio-sanitario-assistenziale che comprenda anche la parte medica e infermieristica.
La Gestione delle risorse Umane (elenco operatori, responsabilità di coordinamento…).
La Gestione Organizzativa (Documento Organizzativo ai sensi della dgr 3540/2012).
 
Capacità ricettiva
La RSD non può ospitare più di 60 persone.
 
Funzionamento
365 gg. all’anno 24 ore su 24.
 
Requisiti strutturali
Ogni RSD deve garantire il possesso dei requisiti previsti dalle norme vigenti in materia di urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza, nonché quelli relativi alle norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche
I requisiti strutturali specifici per la RSD prevedono che essa sia strutturata in spazi ben definiti:
Area Abitativa: suddivisa in nuclei che possono ospitare non più di 20 persone
Servizi Sanitari: Palestra per attività riabilitativa e ambulatorio medico infermieristico
Servizi di vita collettiva: Sala da pranzo, spazi polivalenti per attività e momenti di socializzazione individuale e di gruppo e servizi igienici accessibili
Servizi Generali: Cucina, lavanderia, depositi, uffici.
 
Altre normative di riferimento
- Dgr 3540/2012:
Disciplina dei requisiti generali per l’accreditamento dei servizi socio-sanitari”.  
Disposizioni in merito alla remunerazione a carico del Fondo Sanitario Regionale delle prestazioni erogate nelle Residenze Sanitario Assistenziali per Anziani (RSA) nelle Residenze Sanitario Assistenziali per Disabili (RSD), nei Centri Diurni Integrati per Anziani (CDI), nei Centri Diurni per Disabili (CDD), nelle Comunità Socio Sanitarie per Disabili (CSS) e negli Hospice”.
 
Riconoscimento di Ente Unico a soggetti gestori delle seguenti tipologie di unità di offerta socio sanitarie accreditate: RSD - CDD - Strutture di riabilitazione”.
 
- Legge Regionale 12 marzo 2008, n.3
Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.

- D.G.R. 27 febbraio 2008, n.8/6677
Disposizioni in merito alla remunerazione a carico del Fondo Sanitario Regionale delle prestazioni erogate nelle Residenze Sanitario Assistenziali per Anziani (RSA) nelle Residenze Sanitario Assistenziali per Disabili (RSD) e nei Centri Diurni per Disabili (CDD) per l'anno 2008”.
Determinazioni relative alla assistenza di persone disabili presenti in strutture di riabilitazione”.

- D.G.R. 16 febbraio 2005, n.7/20763
Definizione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per le persone disabili”.
Riconduzione alle tipologie di residenzialità socio sanitaria RSA e RSD delle strutture gestite dalle Aziende Sanitarie Locali per pazienti dimessi dagli ex Ospedali Psichiatrici e classificati in fascia B”.
Disposizioni in materia di autorizzazione e di accreditamento delle Residenze sanitario assistenziali per disabili in applicazione della d.g.r. n. 12620 del 7 aprile 2003”.
Delibera Giunta Regionale:Definizione della nuova unità di offerta «Residenza Sanitario Assistenziale per persone con disabilità» (RSD). Attuazione dell'art. 12, comma 2 della l.r. 11 luglio 1997, n. 31”.

- Legge 8 novembre 2000, n. 328
Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, che all’art. 8 assegna alle Regioni il compito di definire i requisiti minimi autorizzativi dei servizi e delle strutture”.
 
La rete delle RSD gestite da enti a marchio ANFFAS
 
BRESCIA - Fo.Ba.P.
CASSANO D’ADDA - Coop. Punto D'Incontro
MELEGNANO  - Fondazione Piatti
MENAGGIO - CENTRO LARIO E VALLI
MORTARA  - Coop.soc. Come noi
S. FERMO e SESTO CALENDE - Fondazione Piatti
Ultima modifica: Wed, 30 Jan 2013 22:54:11 GMT

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