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ANFFAS Lombardia: Dossier : Socio assistenziali :

Dossier Presentazione Servizi Socio sanitari Servizi sanitari


La rete delle unità d’offerta socio-assistenziali
per le persone con disabilità in Regione Lombardia

 

Le unità d’offerta socio-assistenziali per la disabilità presenti in Regione Lombardia, sono complementari a quelle offerte dalla rete socio-sanitaria e si differenziano sostanzialmente in base alla complessità della gravità dei destinatari e negli obiettivi che vengono perseguiti.

Infatti, mentre le unità d’offerta socio-sanitarie sono pensate a persone in situazioni di disabilità complessa e/o stabilizzata, quelle socio-assistenziali si rivolgono a persone con disabilità a bassa / media complessità, per le quali è possibile avviare percorsi di formazione all’autonomia, di implementazione e valorizzazione delle competenze, di avvio o supporto all’inserimento lavorativo o che sono in grado di convivere in situazioni comunitarie, senza la necessità di approntare misure assistenziali, sanitarie o protettive rilevanti.
 
Occorre precisare, che l’individuazione della tipologia di unità di offerta che meglio potrebbe rispondere alle esigenze e alle caratteristiche della persona con disabilità, in alcune situazioni non è inequivocabile (servizio socio-assistenziale piuttosto che socio-sanitario) evidenziando spazi interpretativi  per cui entrambe le scelte possono risultare valide.

I servizi della rete socio-assistenziale, sono sia di tipo semi-residenziale che residenziale.
 
Attualmente i servizi esistenti sono:

-  Servizio di Formazione all’Autonomia (
SFA)

-  Centro Socio-Educativo (
CSE)

-  Comunità Alloggio (CA).
 
Occorre inoltre segnalare che la Comunità Socio-Sanitaria (CSS) formalmente afferisce sia alla rete socio-sanitaria sia a quella socio-assistenziale.
 
 
 
 
 
Inizio
Unità di offerta: SFA
Servizio di formazione all'autonomia per le persone con disabilità
 
 
 
Normativa regionale di riferimento
Il servizio, dopo un lungo periodo di sperimentazione, è stato istituito definitivamente con Delibera Regione Lombardia n° 7433 del 13 giugno 2008. “Definizione dei requisiti minimi per il funzionamento delle unità di offerta sociale - servizio di formazione all'autonomia per le persone disabili".

Link al documento contenente i requisiti minimi di esercizio e i criteri regionali di accreditamento di tutte le unità d’offerta sociali della Regione Lombardia.
 
Definizione del servizio
Il Servizio di Formazione all’Autonomia (SFA) è un servizio diurno, che si configura come servizio sociale territoriale rivolto a persone disabili che, per le loro caratteristiche, non necessitano di servizi ad alta protezione ma di interventi a supporto e sviluppo di abilità utili a creare consapevolezza, autodeterminazione, autostima e maggiori autonomie spendibili per il proprio futuro, nell’ambito del contesto familiare, sociale, professionale.
È caratterizzato dall’offerta di percorsi socio educativi e socio formativi individualizzati, ben determinati temporalmente e condivisi con la famiglia.
 
Destinatari
Il Servizio è rivolto a:
-  persone disabili di età compresa tra i 16 anni e i 35 anni
-  persone di età superiore ai 35 anni con esiti da trauma o da patologie invalidanti che, dimessi dal sistema sanitario o socio sanitario necessitino, per una loro inclusione sociale, di un percorso di acquisizione di ulteriori abilità sociali.
-  persone disabili che siano stati già in carico allo SFA per percorsi di autonomia e che necessitano di monitoraggio o rientro per breve periodo.
 Al Servizio non possono accedere persone con prevalenza di patologie psichiatriche o in situazione di dipendenza da sostanze.
 
Criteri di accesso
L’unico criterio previsto è che la persona disabile sia in grado di acquisire/potenziare alcune abilità e capacità relazionali e sociali che le consentano lo sviluppo e l’esercizio di una autonomia personale sufficiente per l’adattamento alle richieste e per l’integrazione nella vita di tutti i giorni.
 
Finalità e obiettivi
La finalità del servizio è favorire l’inclusione sociale della persona potenziando o sviluppando le sue autonomie personali. Il servizio contribuisce inoltre all’acquisizione di prerequisiti di autonomia utili all’inserimento professionale che dovrà avvenire in raccordo con i servizi deputati all’inserimento lavorativo.
 
Gli obiettivi da perseguire attraversoprogetti individualizzati sono:
A  acquisire competenze sociali quali:
    1 muoversi autonomamente sul territorio del proprio contesto di vita
    2 organizzare il proprio tempo
    3 avere cura di sé
    4 intessere relazioni sociali
     
B  acquisire/riacquisire il proprio ruolo nella famiglia o emanciparsi dalla famiglia attraverso:
    1  apprendimento/riapprendimento di abilità specifiche quali: cucinare, tenere in ordine la
    casa, organizzare tempi e spazi familiari
    2  riconoscimento e rispetto delle regole familiari e sociali
    
C  acquisire prerequisiti per un inserimento/reinserimento lavorativo, attraverso:
    1  potenziamento o sviluppo delle competenze cognitive
    2  potenziamento delle abilità funzionali residue
    3  riconoscimento e rispetto delle regole del mondo del lavoro
 
Attività
Le attività del servizio sono basate su percorsi individualizzati, pertanto l’organizzazione richiesta deve rispondere a requisiti di flessibilità che consentano ad ogni persona accolta di raggiungere il maggior grado di autonomia possibile.
L’organizzazione del servizio dovrà inoltre garantire la partecipazione attiva della persona e, se del caso, della sua famiglia, al percorso socio educativo stabilito nel progetto individualizzato.
Le attività connesse al percorso socio educativo individualizzato saranno da realizzarsi prevalentemente attraverso il coinvolgimento delle risorse strutturali e strumentali del territorio e del contesto di vita della persona.
La durata e l’intensità dell’intervento variano in relazione agli obiettivi da raggiungere o raggiunti e sempre in base al progetto individualizzato che pertanto deve prevedere momenti intermedi di verifica e di eventuale riprogettazione.
 
Figure professionali
Nel servizio sono presenti operatori socio-educativi (educatori e maestri d’arte secondo le indicazioni fornite dalla circolare regionale n° 18 del 14 giugno 2007 relativamente ai Centri Socio educativi) nella misura minima di 1 ogni 7 progetti attivi. È prevista la presenza di una figura di coordinamento con funzioni operative.
 
Aspetti organizzativi del servizio
Il servizio prevede un’organizzazione del percorso per fasi, in cui la durata e l’intensità dell’intervento variano in relazione agli obiettivi raggiunti o da raggiungere in base al progetto individuale.
Le fasi progettuali che la persona può intraprendere si realizzano nel tempo massimo di 3 anni, al termine dei quali – previa valutazione tra i diversi attori coinvolti - sarà possibile prevedere un ulteriore percorso della durata massima di 2 anni.
Lo SFA avrà la possibilità di attivare successivi percorsi di monitoraggio riservato a quelle persone che hanno concluso il percorso di consolidamento ed hanno intrapreso percorsi di inserimento lavorativo e/o di vita autonoma.
Al termine del percorso, sarà valutato l’avvio verso altri servizi territoriali: Servizi Inserimento Lavorativo, Centro Socio Educativo, Centro Diurno Disabili.
 
Moduli di intervento:
1. MODULO FORMATIVO della durata massima di tre anni, all’interno del quale vengono realizzati gli interventi e le attività necessari al raggiungimento degli obiettivi previsti nel progetto individualizzato.
2. MODULO DI CONSOLIDAMENTO della durata massima di 2 anni. È previsto e riservato a coloro che non abbiano raggiunto pienamente, durante il percorso del modulo formativo, gli obiettivi previsti dal progetto individualizzato. Il modulo di consolidamento deve mirare ad una graduale riduzione dell’intervento dello SFA fino alla dimissione che può avvenire per una raggiunta integrazione personale, sociale e/o lavorativa (con l’eventuale attivazione del Servizio di Inserimento lavorativo) oppure per necessità di interventi che richiedono una maggiore protezione sociale o socio sanitaria.
3. MODULO DI MONITORAGGIO, facoltativo e riservato a persone che hanno concluso il percorso di consolidamento o che, pur non avendo frequentato alcun modulo, necessitano, su segnalazione del servizio inviante, di interventi di sostegno temporaneo da parte dello SFA, per affrontare nuove situazioni di vita o situazioni di crisi. Le persone accolte in questo modulo sono escluse dal conteggio che determina la capacità ricettiva ma devono comunque avere un proprio progetto individualizzato.
 
Capacità ricettiva
La capacità ricettiva del servizio è di 35 progetti, esclusi quelli per il monitoraggio di progetti conclusi.
 
Funzionamento
Il servizio garantisce un funzionamento annuale. L’orario giornaliero e settimanale è definito per ogni progetto individualizzato in maniera consona alla realizzazione delle attività previste: la frequenza pertanto può essere a tempo pieno o part-time e può prevedere il consumo dei pasti.
 
Requisiti strutturali
Il servizio deve avere una sede operativa con dotazione minima, in relazione alle attività che verranno esplicitate nella carta dei servizi. La struttura dovrà possedere i requisiti previsti da norme vigenti in materia di urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza, nonché quelli relativi alle norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche. La sede del servizio può essere una struttura autonoma oppure può essere anche utilizzata in condivisione con altri servizi o messa a disposizione da Enti pubblici o privati.
 
Altre normative di riferimento
-  Legge 8 novembre 2000, n. 328
Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, che all’art. 8 assegna alle Regioni il compito di definire i requisiti minimi autorizzativi dei servizi e delle strutture;
-  la L.R. n. 3 del 12 marzo 2008
Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio sanitario” ed in particolare gli artt. 14 e 15;
-  Piano Socio Sanitario 2007-2009, approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n. VIII/257 del 26 ottobre 2006;
-  L.R. n. 20763 del 16 febbraio 2005
Definizione dei requisiti minimi strutturali ed organizzativi per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per le persone disabili” con la quale, tra l’altro sono stati definiti i requisiti minimi strutturali ed organizzativi dei Centri socio educativi.
 

La rete dei Servizi di Formazione all’Autonomia a marchio ANFFAS
 
BRESCIA - Fo.Ba.P.
CINISELLO BALSAMO - Coop.Soc. Arcipelago
CREMONA - Anffas Cremona Paolo Morbi
MILANO - CONSORZIO SIR - Cooperative sociali: Eta Beta, Il Fontanile, I Percorsi
SOMMA LOMBARDO - Anffas Ticino
 
 
 
 
 
Inizio
Unità di offerta: CSE
Centro Socio Educativo per le persone con disabilità
 
 

Normativa Regione di riferimento
-  Delibera di Giunta Regionale nr. VII/20763 del 16/02/2005
 "Definizione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per le persone disabili."
-  Delibera di Giunta Regionale nr. VII/20943 del 16/02/2005
"Definizione dei criteri per l’accreditamento dei servizi sociali per la prima infanzia, dei servizi sociali di accoglienza residenziale per minori e dei servizi sociali per persone disabili."
 
Tipologia del Servizio
Il Centro Socio Educativo è un’unità d’offerta diurna con funzionamento annuale.
 
Definizione del Servizio
Il Centro Socio-Educativo è un servizio diurno, pubblico o privato, per disabili la cui fragilità non sia compresa tra quelle riconducibili al sistema socio-sanitario. Gli interventi proposti sono di natura socio-educativa e socio-animativa.
 
Destinatari
Il servizio è rivolto ad adulti con disabilità, con particolare attenzione a fragilità che non siano comprese tra quelle riconducibili al sistema socio-sanitario.
Data l’assenza di indicazioni precise in termini di età di accesso a questa tipologia di servizio, si ritiene che esso sia accessibile anche a minorenni (ragionevolmente vicini alla maggiore età) per i quali è possibile iniziare, in condizioni particolari, percorsi di avvicinamento e inserimento al centro semiresidenziale.
Fatto salvo quanto sopra indicato non sono esplicitati ulteriori criteri d’accesso a questa unità d’offerta.
  
Obiettivi del Servizio
Gli interventi socio-educativi e socio animativi, previsti all’interno di un Centro Socio-Educativo sono finalizzati all’autonomia personale, alla socializzazione, al mantenimento del livello culturale nonché propedeutici all’inserimento nel mercato del lavoro.
 
Attività
Le attività proposte mirano allo sviluppo delle autonomie personali, delle autonomie sociali, della cura di sé e alla sperimentazione di attività occupazionali.
 
Figure professionali
Il Centro Socio-Educativo garantisce, per il suo funzionamento, la presenza di un coordinatore laureato in scienze psicologiche, pedagogiche o sociali o un dipendente in servizio, con funzioni educative ed esperienza acquisita di almeno 5 anni; il coordinatore può avere anche funzioni operative. Il centro garantisce inoltre la presenza di almeno un operatore socio-educativo ogni 5 persone frequentanti.
 
Aspetti organizzativi generali
Il CSE può essere organizzato come struttura diurna polivalente ad esclusivo carattere sociale in cui vengono organizzati differenti moduli specifici per tipologia di intervento socio-educativo e/o socio-animativo, oppure può costituire un modulo di un Centro Diurno Disabili.
 
Un Centro Socio-Educativo deve prevedere:
-  La Carta dei Servizi che illustri i moduli previsti, gli interventi offerti, gli orari di apertura, le modalità di accesso, le prestazioni erogate, l’ammontare della retta in relazione ai differenti moduli.
-  Un documento relativo alla gestione dell’emergenza che attesti le modalità attuate dalla struttura per le manovre rapide in caso di evacuazione dei locali.
-  Un piano delle manutenzioni e delle revisioni ordinarie e straordinarie dell’immobile e delle pertinenze con relativo registro riportante data e descrizione degli interventi.
-  Un piano gestionale e delle risorse destinate all’assolvimento delle funzioni di pulizia dei locali e di preparazione/distribuzione dei pasti.
-  Progetto educativo e sociale, periodicamente aggiornato e conservato nel fascicolo personale, per ogni persona disabile.
 
Un Centro Socio Educativo può arrivare alla capacità recettiva massima di 30 utenti co-presenti; è previsto un funzionamento annuale con un’apertura di almeno 47 settimane, funzionante dal lunedì al venerdì (fatte salve le festività) con una apertura giornaliera di 7 ore continuative.
 
Requisiti strutturali
Per il funzionamento di un CSE è necessario il possesso dei requisiti previsti da norme vigenti in materia urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza, nonché quelli relativi alle norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
 
Deve in oltre disporre di 15 mq per ogni persona inserita e di almeno 2 servizi igienici attrezzati per le persone disabili (nel caso in cui le persone inserite nel centro siano più 15 i bagni dovranno essere 3 di cui al massimo uno non attrezzato).
Il centro dovrà inoltre disporre di una cucina (o di un locale per lo smistamento dei contenitori, riscaldamento e conservazione di cibi e bevande), di un ufficio, di spogliatoi e servizi igienici per il personale e di locali di servizio (quali ripostigli, ricoveri per le attrezzature,…).
I corridoi inoltre dovranno avere una larghezza minima di 2 mt e dovranno essere dotati di corrimano mentre ogni porta dovrà avere una larghezza minima (luce netta) di 90 cm.
 
Altre normative di riferimento
-  Decreto del Direttore Generale di Giunta Regionale nr. 1254 del 15/02/2010
" Prime indicazioni operative in ordine a esercizio e accreditamento delle unità d’offerta sociali"
 
-  Delibera di Giunta Regionale nr. 8/7437 del 13/06/2008
"Determinazione in ordine all'individuazione delle unità di offerta sociali ai sensi dell'articolo 4, comma 2 della l.r 3/2008."
 
La rete dei Centri Socio-Educativi a marchio ANFFAS in Lombardia

BRESCIA - Fo.Ba.P.
BOLLATE/NOVATE
CASSANO D’ADDA - Coop. Punto d'incontro
CINISELLO BALSAMO - Coop.soc. Arcipelago
CREMA
CREMONA - Paolo Morbi
DESENZANO D. GARDA
LUINO
MANTOVA
MELEGNANO - SUD-EST MILANO - Fondazione Piatti
MILANO - Consorzio SIR Cooperative sociali: Il Balzo
PAVIA - S. Agostino coop.soc.
SOMMA LOMBARDO - Anffas Ticino
VARESE - Fondazione Piatti
 
 
 
 
 
 
Inizio
Unità di offerta: CA
Comunità alloggio per persone con disabilità

 

Normativa regionale di riferimento
La Dgr n. 20763 del 16 febbraio 2005
Definizione dei requisiti minimi strutturali ed organizzativi per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali per le persone disabili”, individua all’interno del sistema sociale regionale, quali unità d’offerta residenziali per persone disabili le Comunità di Accoglienza Residenziale.
 

Definizione del servizio
Struttura Residenziale di accoglienza, pubblica o privata caratterizzata da interventi educativi assicurati in forma continuativa. 
 
Destinatari
Persone con disabilità con diversi gradi di fragilità non riconducibili a quelle del sistema socio-sanitario.
 
Criteri di accesso
Stesura e aggiornamento periodico per ogni disabile di progetto educativo e sociale conservato nel fascicolo personale.
 
Finalità e obiettivi
 
Finalità della CA è quella di costituire una soluzione residenziale a carattere permanente a favore di persone disabili adulte attraverso prestazioni sostitutive del nucleo famigliare, qualora lo stesso sia inesistente, impossibilitato o del tutto incapace ad assolvere i propri compiti, oppure qualora la persona disabile stessa rivendichi il proprio diritto a rendersi autonoma dalla famiglia.
 
Obiettivi:
-  offrire alle persone che vivono in comunità un’opportunità di emancipazione dalla famiglia
-  mantenere la persona nel proprio ambiente di vita favorendo rapporti sociali ed affettivi
-  consentire una qualità di vita accettabile e condivisa
-  svolgere azione preventiva rispetto al rischio di perdita totale dell’autonomia, favorendo l’esercizio delle  capacità della vita quotidiana
-  prevenire l’isolamento creando momenti di socializzazione e nuovi legami che vadano oltre la cerchia familiare.
 
Attività
Gestione autonoma, supportata e supervisionata dell’autonomia personale nelle funzioni fondamentali della vita quotidiana (cura di sé, alimentazione, igiene, altro…).
● In quanto struttura residenziale permanente a carattere parafamiliare si prevede che i residenti,   durante la giornata frequentino centri diurni e/o occupazionali oppure siano impegnati in attività lavorative.
 
Figure professionali
Coordinatore laureato in scienze psicologiche, pedagogiche o sociali o un dipendente in servizio, con funzioni educative ed esperienza acquisita di almeno 5 anni.
Il coordinatore può avere anche funzioni operative.
Un operatore Socio-Educativo.
 
Aspetti organizzativi del servizio
Il servizio deve rispettare specifici requisiti organizzativi e gestionali che riguardano essenzialmente:
● Rapporti Con Utenza: Presenza Carta dei servizi
● Gestione Emergenza: Attestazione Documento
● Manutenzione Ordinaria e Straordinaria dell’Immobile: Documento di programmazione degli interventi
● Servizi Generali: Piano Gestionale e delle Risorse (pasti, pulizie, ecc.)
● Stesura e Aggiornamento periodico Progetto Educativo Individualizzato
 
Capacità ricettiva
La CSS non può ospitare più di 10 persone
 
Funzionamento
365 gg all’anno 24 ore su 24
 
Requisiti strutturali e di funzionamento
Caratteristiche Costruttive: Ogni CA deve garantire il possesso dei requisiti previsti dalle norme vigenti in materia di urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza, nonché quelli relativi alle norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche (in caso di nuove costruzioni). In caso di strutture esistenti gli enti gestori dovranno adottare idonei accorgimenti al superamento di barriere architettoniche, in presenza di disabili motori.
La Comunità dovrà essere articolata in modo da garantire i seguenti spazi:
● cucina
● soggiorno pranzo
● zona studio
● camere da non più di 3 letti
● Un servizio per utenza grave
● Bagni con sistema di comunicazione
● Un servizio per gli ospiti
 
Altre normative di riferimento
-  Legge 8 novembre 2000, n. 328
Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, che all’art. 8 assegna alle Regioni il compito di definire i requisiti minimi autorizzativi dei servizi e delle strutture;
-  La L.R. n. 3 del 12 marzo 2008 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio sanitario” ed in particolare gli artt. 14 e 15;
-  Piano Socio Sanitario 2007-2009, approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n. VIII/257 del 26 ottobre 2006.
 
La rete delle Comunità Alloggio gestite da enti a marchio ANFFAS
 
BREGAZZANA (Va) – Fondazione Piatti
CASSANO D'ADDA  - Coop. Punto D’Incontro
COMO
CREMA
LECCO
MILANO - CONSORZIO SIR - Cooperative sociali: A Piccoli Passi - Il Fontanile
MORTARA: Come Noi Cooperativa Sociale : Comunità La Villa
Ultima modifica: Wed, 30 Jan 2013 22:56:07 GMT

ANFFAS LOMBARDIA ONLUS - Sede Legale: via Livigno, 2 – 20158 MILANO
Sede operativa: via Livigno, 2 - 20158 MILANO - Tel. 02/6570425 – fax 02/6570426 - Email: info@anffaslombardia.it
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