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Malattia mentale
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Si intende una condizione mentale o fisica caratterizzata primariamente da una disorganizzazione della personalità, delle funzioni psichiche e delle emozioni in grado di compromettere in maniera significativa il funzionamento biologico, psicologico e sociale tipico dell’individuo. |
| Mania |
Condizione psicopatologica caratterizzata da eccessiva euforia, disinibizione, illimitate stima e fiducia in se stessi, tendenza smodata ad intraprendere iniziative e fughe verso idee che travalicano il contesto biografico del soggetto e nei confronti delle quali il soggetto stesso si rapporta del tutto acriticamente. Storicamente nel fine ‘700 la mania rappresentava insieme all’idiozia o amentia una delle lesioni della facoltà di giudizio senza febbre o coma. Attualmente rappresenta un criterio diagnostico all’interno dei disturbi dell’umore. |
| Melanconia |
Condizione psicopatologica caratterizzata da depressione estrema, lamentazioni somatiche e frequentemente allucinazioni e deliri. Storicamente nel fine ‘700 la melanconia rappresentava insieme all’idiozia o amentia una delle lesioni della facoltà di giudizio senza febbre o coma. Attualmente rappresenta un criterio diagnostico all’interno dei disturbi dell’umore. |
| Menomazione |
Nel contesto delle conoscenze sanitarie, si intende per menomazione qualsiasi perdita o anomalia a carico di strutture o funzioni psicologiche ,fisilogiche o anatomiche. (es. menomazione delle capacità intellettive, del linguaggio, sensoriali ecc.) |
| Modello di QdV |
Excursus all’interno dei principali modelli di qualità della vita prodotti da autori che a diverso titolo si sono occupati anche di disabilità. |
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| Non discriminazione |
Il principio della non discriminazione impone che nelle politiche e nelle azioni che ne conseguono, il soggetto politico o istituzionale che agisce deve porre costantemente il proprio operato sotto valutazione preventiva alfine di evitare di incorrerein azioni discriminatorie. Semplificando, agire secondo una logica di non discriminazione è l’opposto dell’azione di tutela dei diritti di chi, discriminato da una politica o una azione che lede i suoi diritti umani, civili e sociali, deve ricorrere all’autorità giudiziaria (o ad altro livello istituzionale preposto al controllo) per essere tutelato. L’Italia non dispone ancora di una legislazione sulla non discriminazione, ma dovrà presto agire in tal senso per allinearsi con le indicazioni emanate dall’U.E. (Direttiva 78/U.E.). |
| Normalizzazione |
Normalizzazione significa garantire concretamente alla persona con ritardo mentale un ritmo normale del giorno, con la sua normale privacy, le sue attività e responsabilità reciproche; un ritmo normale della settimana, con una casa in cui abitare, una scuola o un lavoro, e del tempo libero, con una rete di interazioni sociali; un ritmo normale dell'anno, vivendo i normali cambiamenti di ogni individuo o famiglia.
Normalizzazione significa anche avere le opportunità di passare attraverso le normali esperienze evolutivi del ciclo di vita: nell'infanzia, con il bisogno di sicurezza e il succedersi delle fasi dello sviluppo; nell'età scolare, con l'esplorazione e l'aumento di abilità e di esperienza; nell'adolescenza, con la maturazione delle scelte della vita adulta.
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| Oligofrenia |
Termine con cui si definiva un difetto più o meno grave dell’intelligenza dipendente da un insufficiente sviluppo o da un rallentamento delle capacità intellettive per cause prenatali ereditarie o congenite ( malattie dei geni o problemi patologici durante la gravidanza), perinatali (traumi del parto) e postatali ( malattie infettive nella prima infanzia) di natura eterogenea, utilizzato per definire una primitiva debolezza intellettiva che conduce ad un insuccesso dell’educazione corrispondente all’età ed alla posizione sociale. Attualmente il termine non è più utilizzato perché di valenza stigmatizzante, in quanto contiene l’attribuzione ‘con poco cervello’ rivolta alla persona con disabilità intellettiva. |
| OMS |
Organizzazione Mondiale Sanità. Si occupa della disposizione e dell’attuazione degli strumenti internazionali inerenti alle problematiche sanitarie. Lavora in stretta collaborazione con l’Alto Commissariato dei Diritti dell’Uomo, con varie Istituzioni e con gli Stati Membri ai quali l’OMS fornisce assistenza per tradurre nella realtà e in operatività le disposizioni di questi strumenti.
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| Pensione di inabilità |
E’ sempre la Legge 30.03.1971 n.118 (art. 12) che introduce nell’ordinamento italiano questa ulteriore forma di assistenza. Spetta alle persone a cui sia stata certificata la totale inabilità al lavoro (invalidità civile 100%). Essendo connessa al concetto di “lavoro” è concessa alle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni ed è inoltre connessa alla situazione reddituale individuale. Per l’anno 2003 tale limite di reddito è determinato in 12.796 euro. L’importo della pensione di inabilità per l’anno 2003 è fissato in 223.9 euro mensili erogato in 13 mensilità. E’ compatibile con l’indennità di accompagnamento mentre è incompatibile con altri interventi previdenziali o assistenziali concessi per la medesima menomazione per motivi di guerra, lavoro o servizio.
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| Piano di intervento individualizzato |
Tutto ciò che ci si propone di compiere per il raggiungimento di finalità od obiettivi generali e specifici tramite un insieme articolato di progetti e programmi tra loro sinergici ed organizzati per aree; programma: esposizione ordinata e particolareggiata del lavoro articolata per lo più in fasi e che prevede l’individuazione di obiettivi, contenuti, strumenti, metodi, materiali e verifiche.
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| Presa in carico globale |
La presa in carico della persona disabile attraverso l’elaborazione di un piano d’intervento e la stesura di un progetto vita, che accompagna la persona in tutte le fasi della sua vita, articolando una serie di risposte ai diversi bisogni. |
| Progetto di struttura |
Documento riassuntivo sull’organizzazione di un servizio nelle sue parti tecniche ed organizzative che specifica la mission del servizio, le sue caratteristiche logistico strutturali, l’offerta riabilitativa e le risorse impiegate per attuarla. |
| Progetto di vita |
L’insieme organizzato delle risposte e degli interventi, che accompagnano la persona disabile nei suoi cicli di vita, seguendone la modificazione dei bisogni nelle differenti fasce di età e in relazione agli ecosistemi in cui è inserito, con l’obiettivo di garantirgli la più alta qualità di vita possibile. |
| Progetto individuale |
E’ lo strumento che richiama il diritto esigibile di una persona con disabilità ad avere un “suo” programma globale di assistenza pianificato,coordinato e rapportato alla condizione di bisogno.Il progetto individuale viene richiamato tra i principi di base dalla legislazione in campo assistenziale, ma identificato inequivocabilmente sottoforma di diritto soggettivo dall’art 14 della Legge-quadro 328/2000 da considerarsi elemento cardine a cui riferirsi nell’ambito del processo di presa in carico della persona con disabilità e ,dove necessario, della sua famiglia.
Su richiesta dell’interessato, il Comune, d’intesa con l’ASL ( Azienda Sanitaria Locale) hanno l’obbligo di predisporre il Progetto Individuale comprensivo di:
- valutazione diagnostico-funzionale
- prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale
- servizi alla persona forniti dal Comune in forma diretta o indiretta ( enti accreditati) finalizzati in particolare all’integrazione sociale
- misure economiche necessarie per il superamento dell’eventuale condizione di povertà, emarginazione ed esclusione sociale.
- Potenzialità della famiglia ed eventuali forme di sostegno
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Regole standard delle Nazioni Unite
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20.12.1993: approvazione da parte delle Nazioni Unite delle “regole standard per l’eguaglianza di opportunità delle persone handicappate”
Il corposo documento è articolato in tre sezioni (condizioni preliminari per un’eguale partecipazione; aree di intervento per la realizzazione delle pari opportunità; misure di attuazione). Le “Regole Standard” non sono obbligatorie per gli Stati Membri, ma costituiscono indubbiamente un’occasione per le volontà politiche degli stessi Stati.
Tra le finalità contenute nel Preambolo, figurano alcuni dei principi-cardine che informano tutt’ora l’azione delle Istituzioni e, soprattutto, delle Associazioni dei Disabili e delle loro famiglie.
Ad esempio:
- sottolineare che ogni azione nel campo della disabilità presuppone una conoscenza adeguata e un’esperienza delle condizioni e dei bisogni particolari delle persone con disabilità
- porre in rilievo che il processo attraverso il quale ogni aspetto dell’organizzazione delle società è reso accessibile a tutti è un obiettivo di base che miri allo sviluppo economico
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Riabilitazione
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Intervento attraverso il quale si ripristinano abilità precedentemente acquisite o presenti nel repertorio comportamentale della persona. Nel caso del ritardo mentale le attività di riabilitazione intese in senso stretto sono ridotte a situazioni in cui in conseguenza di un evento traumatico o morboso la persona perde competenze precedentemente acquisite, o spontaneamente o a seguito di un intervento abilitativo. Convenzionalmente si usa il termine riabilitazione per intendere tutti gli interventi tecnici, clinici ed educativi a favore del disabile comprendendo, dunque, abilitazione, recupero e mantenimento. |
| Riabilitazione sanitaria |
Il D.M. 7 maggio 1998 recante “Linee Guida per le attività di riabilitazione” è il provvedimento che recepisce l’intesa raggiunta su tale materia dalla Conferenza Stato/Regioni. Il documento non ha una valenza normativa impositiva, ma è stato ripreso nel provvedimento che ha stabilito i Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria e sociosanitaria (DPCM 29.11.2001). Le Linee Guida, definiscono quali attività sanitarie di riabilitazione gli interventi valutativi, diagnostici, terapeutici e le altre procedure finalizzate a portare il soggetto affetto da menomazioni a contenere o minimizzare la sua disabilità, ed il soggetto disabile a muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare, comunicare e relazionarsi efficacemente nel proprio ambiente familiare, lavorativo, scolastico e sociale.
Le attività sanitarie di riabilitazione, ad eccezione di quelle di semplice terapia fisica strumentale per disabilità minimali, segmentarie e/o transitorie, richiedono obbligatoriamente la presa in carico clinica globale della persona mediante la predisposizione di un progetto riabilitativo individuale e la sua realizzazione mediante uno o più programmi riabilitativi.
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| Riabilitazione sociale |
Il D.M. 7 maggio 1998 recante “Linee Guida per le attività di riabilitazione” è il provvedimento che recepisce l’intesa raggiunta su tale materia dalla Conferenza Stato/Regioni. Il documento non ha una valenza normativa impositiva, ma è stato ripreso nel provvedimento che ha stabilito i Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria e sociosanitaria (DPCM 29.11.2001). Le Linee Guida, definiscono quali attività di riabilitazione sociale le azioni e gli interventi finalizzati a garantire al disabile la massima partecipazione possibile alla vita sociale con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative, indipendentemente dalla gravità delle menomazioni e delle disabilità irreversibili, al fine di contenere la condizione di handicap.
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Riordino emolumenti
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L’art.24 della Legge 8 novembre 2000 n.328, disponeva che entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge (e quindi entro il giugno 2001) il Governo avrebbe dovuto emanare un decreto legislativo recante norme per il riordino degli assegni e delle indennità spettanti agli invalidi civili. Sullo schema di decreto legislativo deve essere acquisita l’intesa della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del D.Lgs.28.08.1997 n.281 (conferenza Stato/Regioni) nonchè i pareri delle Associazioni nazionale di promozione sociale, delle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale e delle Associazioni di tutela degli utenti, oltre ad essere trasmesso alle Camere per il parere da parte delle Commissioni parlamentari.
Il decreto di riordino si presenta quindi come un provvedimento di particolare rilevanza e portata, sia perchè coinvolge milioni di persone (le stime riferite alle persone con più di 6 anni, comprese quelle ricoverate in strutture residenziali, indicano in circa 2.800.000 il numero dei disabili in Italia), sia perchè rappresenta una massa economico-finanziaria non indifferente, e sia perchè è notevolmente cresciuta l’attenzione, la sensibilità e la consapevolezza del rispetto dei diritti nei confronti delle persone con disabilità.
L’art.24 della Legge 328 propone sostanzialmente due riforme di fondo:
► revisione e lo snellimento delle procedure relative all’accertamento dell’invalidità civile, attuata attraverso l’unificazione delle competenze e la revisione dei criteri e dei requisiti che danno titolo alle prestazioni assistenziali di tipo economico
► la riclassificazione delle indennità e degli assegni tenuto conto delle funzioni a cui devono assolvere, in termini cioè di misure di contrasto alla povertà o come incentivi per la rimozione delle limitazioni personali, familiari e sociali, la valorizzazione delle capacità funzionali del disabile e della sua potenziale autonomia psico-fisica.
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Si intende una condizione di disabilità caratterizzata da significative limitazioni nel funzionamento intellettivo e nel comportamento adattivo, manifestato attraverso le abilità concettuali o cognitive, sociali e pratiche. Questa disabilità insorge prima dei 18 anni. In accordo con la più recente definizione di ritardo mentale proposta dalla American Association of Mental Retardation del 2002, l’applicazione operativa di questa definizione ritiene essenziali le seguenti affermazioni: 1- le limitazioni del funzionamento attuale devono essere considerate all’interno dell’ambiente comunitario proprio dei compagni, dei pari età e della cultura dell’individuo, per il quale si sta valutando la condizione di ritardo mentale; 2- una valutazione efficace e valida prende in considerazione le diversità culturale, linguistica, le differenze nella comunicazione e nei fattori sensopercettivi, motori e comportamentali; 3- insieme alle limitazioni, in ogni individuo, coesistono punti di forza; 4- un obiettivo fondamentale nella descrizione delle limitazioni consiste nello sviluppare il profilo dei sostegni ritenuti necessari; 5- con un appropriato sistema di supporti personalizzati, forniti per un periodo prolungato, il funzionamento esistenziale della persona con ritardo mentale generalmente migliora.
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Salute
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Fino al 1946 la salute individuale coincideva con la libertà dalle malattie e di conseguenza l’intervento sanitario si concretizzava in tutte quelle azioni volte a debellare la malattia ed a recuperare la salute.
In quell’anno, con la nota definizione di salute offerta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto assenza di malattia”, sono stati introdotti e riconosciuti due aspetti importanti:
- essa non è solo riconducibile a dati biologici ma fondamentali sono anche gli aspetti di benessere psicologico e sociale
- essa non è uguale all’assenza di malattie ma si realizza pienamente in uno stato di benessere completo.
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Servizi ambulatoriali
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Servizi organizzati in regime di prestazioni ambulatoriali per offrire interventi riabilitativi a favore della persona disabile, prevalentemente nelle fasce di età dell’infanzia e della preadolescenza.
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| Servizi domiciliari |
Sono costituiti da un insieme di interventi di tipo socio-assistenziale, socio-sanitario e socio-educativo prestati al domicilio di singoli utenti o di nuclei famigliari al fine di permettere la permanenza di persone in difficoltà all’interno del proprio ambiente di vita. Di fatto sono un ponte tra la persona disabile a rischio di emarginazione, la sua famiglia e il territorio con una funzione di sostegno e tutela del percorso di integrazione sociale. |
| Strutture residenziali |
Rappresentano una soluzione di vita residenziale, temporanea o permanente, per persone disabili il cui nucleo famigliare sia inesistente, impossibilitato o incapace ad assolvere al proprio compito. Al proprio interno i servizi vengono organizzati sull’arco delle 24 ore in modo che la persona riceva unagamma di interventi a carattere estensivo coerenti con i bisogni ed il piano d’intervento individualizzato. Sul nostro territorio, sulla base delle specifiche normative regionali, sono presenti una vasta gamma di servizi residenziali differenziati sia in base all’età della persona disabile sia alla tipologia di gravità della disabilità. |
| Servizi semiresidenziali |
Servizi organizzati a regime diurno, in cui la persona permane dal mattino fino al pomeriggio ricevendo la gamma di interventi coerenti con i bisogni ed il piano d’intervento individualizzato. Sul nostro territorio, sulla base delle specifiche normative regionali, sono presenti una vasta gamma di servizi semi-residenziali differenziati sia in base all’età della persona disabile sia alla tipologia di gravità della disabilità. Questi servizi rappresentano una struttura d’appoggio alla vita famigliare al fine di mantenere la persona disabile all’interno del proprio nucleo d’origine. |
| Subnormalità |
Termine con cui si definiva un difetto più o meno grave dell’intelligenza dipendente da un insufficiente sviluppo o da un rallentamento delle capacità intellettive per cause prenatali, ereditarie o congenite (malattie dei geni o problemi patologici durante la gravidanza), perinatali (traumi del parto) e postatali (malattie infettive nella prima infanzia) di natura eterogenea, utilizzato per definire una primitiva debolezza intellettiva che conduce ad un insuccesso dell’educazione corrispondente all’età ed alla posizione sociale. Attualmente il termine non è più utilizzato perché di valenza negativa e stigmatizzante, in quanto contiene l’attribuzione spregiativa "al di sotto della norma". |
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(articolo 13) - "Senza pregiudizio per altre norme di questo trattato e nei limiti dei poteri conferiti dallo stesso nella Comunità, il Consiglio deliberando all’unanimità su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento Europeo può intervenire opportunamente per combattere le discriminazioni basate sul sesso, sull’origine razziale o etnica, sulla fede religiosa, sulla disabilità, sull’età o sugli orientamenti sessuali." |
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| Valutazione |
L’insieme degli atti osservativi, psicometrici e clinici che consentono di stilare un bilancio di competenze o una diagnosi funzionale.
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